Al Convitto delle Arti Noto Museum sono esposte 100 opere dei grandi pittori del ‘900

Noto. Nella capitale del barocco, da un progetto di Sicilia Musei, 100 opere di pittori del ‘900 sono esposte nel Convitto delle Arti Noto Museum.
La mostra, aperta al pubblico l’11 aprile, è uno spaccato in ambito artistico dei movimenti rivoluzionari che si svilupparono agli inizi del secolo scorso cambiando radicalmente il volto dell’arte dentro e fuori l’Europa.
Quanto fino allora era stato ritenuto “impossibile” è stato sperimentato dagli artisti dei movimenti d’avanguardia. Partendo dall’abolizione dell’immagine, puntarono al movimento degli oggetti, creando nuove linee diedero altri significati ai colori. Interpretando in modo nuovo e rivoluzionario il concetto di arte.
In un percorso espositivo importante, suddiviso in dieci sezioni, la mostra testimonia lo scorrere del tempo dagli inizi del ‘900, a cavallo delle due guerre mondiali, fino ai nostri giorni. Le correnti pittoriche conosciute col nome di Astrattismo, Cubismo, Dadaismo, Metafisica, Surrealismo s’impongono allo spettatore con le opere di quegli artisti che contribuirono alla nascita dell’arte contemporanea.
Davanti ai quadri di Kandinskij, di Boccioni, di Balla, di Picasso, di Klee, di De Chirico ecc. l’arte diventa un mezzo per esprimere pensieri nuovi. La realtà viene interpretata al di fuori dei canoni di bellezza estetica attraverso l’elaborazione di un nuovo concetto non condizionato dalla forma, cosicché l’arte diventa il principio della libertà dell’artista.
Kandinskij, considerato fondatore dell’arte astratta, rappresenta quel filone della pittura senza oggetti, dove la realtà cromatica diventa musica. I singoli colori assumono un significato simbolico, allusivo di stati d’animo con la linearità ai limiti del decorativo.
Nel groviglio delle figure e dei segni, Mirò con la sua arte surrealista, che nasce dalle pieghe dell’inconscio e dal sogno, riesce a far vivere l’universo dentro di noi.
Si potrebbe continuare ancora, avendo sempre tante cose da dire sulle opere di questi Grandi che hanno abbracciato la libertà di quel pensiero che non ha confini.
La mostra termina con una sala dedicata a Salvador Dalì, considerato in vita una star del surrealismo, come tributo al grande maestro spagnolo nel trentennale della sua morte. Le opere, i bozzetti, le sculture, gli oggetti di design, le pareti tappezzate con la sua immagine, rendono omaggio al personaggio dai baffi sottili e dagli occhi penetranti. Conosciuto e apprezzato anche dalla gente comune, ancor oggi fa parlare di se.
La mostra, a cura di Giancarlo Carpi e Giuseppe Stagnitta, patrocinata dal comune di Noto, è inserita fra i grandi eventi della Regione Siciliana, rimane aperta al pubblico fino al 10 novembre del 2019.
Adelaide Pandolfo

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