Augusta, inaugurata la mostra “Un paio di scarpette rosse” per condannare violenza sulle donne

Augusta. “Un paio di scarpette rosse” è il titolo di una semplice ma straziante poesia di Jocyce Lussu sulla morte dei bambini ebrei nelle camere a gas dei lager nazisti. Il titolo è stato preso a prestito per una mostra sulla violenza alle donne e sul loro apporto sulla strada della conoscenza umana, inaugurata venerdì 10 maggio nell’aula magna del liceo Mègara, davanti ad un pubblico di studenti della secondaria di I e II grado. La mostra itinerante è stata ideata dalle dirigenti scolastiche Annalisa e Stefania Stancanelli, dirigenti scolastiche degli istituti “Verga” di Siracusa e “De Amicis” di Avola, accolta nella sua proposta itinerante dal dirigente scolastico del “Mègara”, Renato Santoro, organizzato dalla docente Ornella Spina e ospitata nei giorni 10 e 11 maggio, la mostra presenta l’allestimento prodotto e curato dagli del “Verga” e del “De Amicis” e viaggerà per i tre siti delle scuole della rete per far conoscere la creatività, l’analisi e l’approfondimento degli studenti sul tema del contributo femminile alla storia umana, ma soprattutto per far riflettere sulle varie forme di violenza, latenti e palesi, nei confronti di bambine, ragazze e donne in una società che corre troppo velocemente invece di soffermarsi su malsane abitudini culturali e comportamentali. Hanno collaborato alla realizzazione le docenti Anna Lucia Daniele e Jessica Di Venuta; il cooordinamento tecnico a cura di Luigi Pitari della I B del Liceo scientifico.
Ospiti la presidente della Fidapa di Augusta, Giuseppa Romeo, che ha tributato omaggio alla fondatrice della Croce Rossa di Augusta, Laura Roggio Annino.
Fondatrice della Consulta femminile, esperta d’arte ( i cui articoli furono pubblicati sul Notiziario Storico di Augusta di cui era componente) Laura Roggio Annino ha condotto la sua attività di lavoro e ricerca, insieme alla sua personale battaglia per il riconoscimento dei diritti delle donne.
“Gli uomini sono figli delle donne e tutti gli uomini sono figli su questo pianeta, in virtù dell’appartenenza alla specie umana”: così recitano le parole epigrafiche nel celebre romanzo di P.D. James I figli degli uomini, ma troppi uomini scambiano le donne per possesso, interpretando anche in maniera distorta secoli di cultura patriarcale e messaggi mediatici che vedono nella figura femminile gli estremi di una cultura rappresentata o da angeli del focolare o da meri oggetti sessuali.
Contro questa cultura, rappresentata dalla presenza del colore rosso che imprigiona nel rischio di venire uccise, sfregiate, stuprate, legate, picchiate e avvilite dalla violenza, e da tante scarpe rosse vuote, a ricordare le tante e troppe donne che non ci sono più, una manifestazione offre la visione della strada per imboccare la strada degli abbracci al posto di quella degli schiaffi, una visione che si mostra ai giovani e che ai giovani lascia il testimone per la civiltà del rispetto e dell’amore.
Un contributo prezioso alla presentazione, aperta dal padrone di casa, il dirigente Santoro, e condotta dalle dirigenti Annalisa e Stefania Stancanelli, è stato quello della scrittrice Tea Ranno, autrice attenta e impegnata, che ha saputo con i sui romanzi interpretare il femminile nel significato emotivo di rigenerazione dei sentimenti e che da tempo frequenta le scuole, e non solo, per parlare ai giovani di educazione sentimentale e di rispetto delle emozioni.
M. S.

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