Catania, fanno scena muta i due siracusani accusati di traffico internazionale di stupefacenti

Catania. Nella stanza riervata ai giudici che debbono interrogare i detenuti colpiti da misure coercitive, si sono svolti gli interrogatori di garanzia di una parte degli indagati arrestati dai militari del Gico della Guardia di Finanza di Catania perchè accusati di traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Il Giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Catania, dottoressa Cristaldi, alle 9 in punto si è presentata ai cancelli della Casa Circondariale di Piazza Lanza e una volta raggiunta la stanza dei colloqui con i detenuti ha iniziato a sottoporre ad interrogatorio di garanzia una parte dei sedici indagati colpiti dall’ordinanza di custodia in carcere in quanto chiamati a rispondere di associazione finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Tra i detenuti convocati dal Gip Cristaldi figurano i siracusani Angelo Monaco, 72 anni e Gino Guzzardi, 52 anni, rispettivamente difesi dagli avvocati Junio Celesti e Marco Mancuso. Sia Angelo Monaco che Gino Guzzardi, quando separatamente sono comparsi innanzi al Gip Cristaldi, hanno comunicato di volersi avvalere della facoltà di non rispondere alle domande. Entrambi, evidentemente, non hanno avuto il tempo per leggere la corposa ordinanza cautelare redatta e firmata dalla Gip Cristaldi per cui, per evitare di incorrere in errori, hanno deciso di fare scena muta e di posticipare l’interrogatorio innanzi al Pubblico Ministero Andrea Bonomo quando avranno letto tutte le pagine della corposa ordinanza cautelare. L’indagine dei finanzieri del Gico di Catania ha permesso di disarticolare due distinte associazioni finalizzate al traffico degli stupefacenti. I componenti di una delle due associazioni sono stati individuati nei fratelli Maggiore: Alfio Giuseppe, 31 anni, Giuseppe, 54 anni e Orazio Valentino, 32 anni, considerati i promotori del traffico di droga, nonché nel palermitano Vincenzo Oneto, 58 anni, e nel catanese Daniele Stivala, 32 anni, i quali si occupavano di procurarsi rilevanti quantitativi di hashish ed eroina a Torino per poi trasportarla a Catania rivendendola all’ingrosso ai fornitori di piazze di spaccio nei quartieri di Librino, San Cristoforo e Villaggio Sant’Agata. Della stessa organizzazione farebbe parte Giuseppe Vasta, 31 anni, già noto alle cronache giudiziarie per essere stato tratto in arresto, nel quartiere Zia Lisa, con 1,3 kg di cocaina celata tra salumi nonché per la detenzione illegale di un’arma clandestina e munizioni; Vasta era il principale collettore degli illeciti traffici orchestrati dal gruppo capeggiato dai fratelli Maggiore.
Ulteriori acquirenti dell’associazione criminale dei Maggiore, nonché destinatari del provvedimento restrittivo eseguito, sono: Gianluca Giarrusso, 37 anni, tratto in arresto nel marzo 2017, destinatario di un carico di 27 kg di hashish; lo stupefacente era occultato in una cassa di legno per vini all’interno della quale vi erano 53 pacchetti, protetti ciascuno da un palloncino colorato e doppiamente avvolti con plastiche sottovuoto; Omar Sacco, 35 anni e Marco Gallo Cassarino, 34 anni, organizzatori di due compravendite di stupefacenti, una di cocaina proveniente dalla Calabria e destinata alle citate piazze di spaccio catanesi e una di hashish da Torino al mercato della Sicilia orientale; Salvatore Stivala, 39 anni, tra i promotori di una compravendita di hashish sulla rotta Torino-Catania.
Differente la compagine associativa delinquenziale, con proiezioni internazionali, che alimentava le piazze di spaccio di Siracusa, era costituita da: Angelo Messina, 72 anni, quale committente e acquirente finale; Gino Guzzardi, 52 anni, organizzatore dell’importazione di cocaina dal Sud America (principalmente da Santo Domingo e dalla Colombia); Emanuele Bussoletti, 53 anni e Simonetta Mazzolai, 63 anni, corrieri dello stupefacente; Leandro De Jesus “Leon” Herasme Matos, 46 anni e Bizchmar Capellan Gomeris, 46 anni, entrambi della Repubblica Dominicana, quali fornitori della cocaina.
Nel corso delle indagini, i Finanzieri catanesi specializzati nelle operazioni antidroga intercettavano – seguendo i fornitori sudamericani che rifornivano il gruppo siracusano capeggiato da Angelo Messina e Gino Guzzardi – due consegne di prova: una prima, dalla Spagna alla Sicilia, nel marzo 2016 a Genova, pari a kg. 1,6 di cocaina occultata all’interno della batteria dell’autovettura in uso al corriere. Una seconda, sempre sulla rotta Liguria/Sicilia, nel settembre dello stesso anno, di kg. 2,6 di cocaina confezionata con cellophane e nastro da imballaggio abilmente occultati all’interno di un “tower” (diffusore acustico) trasportato come valigia da uno dei corrieri giunto, tramite treno, nella stazione ferroviaria di Catania.

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