Il ragioniere capo del Comune rinviato a giudizio: nei bilanci ha riportato crediti non esigibili

Siracusa. Il ragioniere capo del Comune, Giorgio Gianì, è stato rinviato a giudizio per difendersi dall’accusa di falso ideologico. Il decreto di rinvio a giudizio è stato emesso, nella tarda mattinata di martedì 14 maggio, dal Giudice dell’udienza preliminare Andrea Migneco, che ha accolto la conforme richiesta avanzata dal Pubblico Ministero Marco Di Mauro. Secondo la tesi dell’accusa, il ragioniere capo Gianì, nei bilanci che vanno dal 2011 al 2017, ha messo in conto anche dei crediti che l’Ente comunale non avrebbe mai potuto riscuotere, commettendo con la sua condotta il reato di falso ideologico. Il funzionario comunale ha respinto gli addebiti sostenendo di avere redatto i bilanci seguendo rigorosamente le prescrizioni della Corte dei Conti. Ma, a parere sia del Pubblico Ministero Marco Di Mauro che del Giudice dell’udienza preliminare Andrea Migneco, quei crediti non andavano iscritti a bilancio, negli anni che vanno dal 2011 al 2017, in quanto l’Amministrazione comunale non avrebbe potuto riscuoterli. Il ragioniere capo Giorgio Gianì ha difeso a spada tratta il proprio operato, sostenendo che il Comune di Siracusa non ha mai corso il rischio di dichiarare default per l’impossibilità di esigere quei crediti considerati dei “rami secchi”. La sua tesi, però, non ha persuaso il Gup Andrea Migneco e adesso dovrà sperare di vedersela accogliere dal Tribunale in composizione monocratica, innanzi al quale dovrà presentarsi il 21 aprile del 2020.

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