Omicidio Vizzini: il Riesame rigetta la richiesta della Difesa di annullare l’ordinanza cautelare contro i pachinesi Quartarone e Terzo

Catania. Puntuali come un orologio svizzero, i giudici del Tribunale del Riesame di Catania hanno depositato entro i termini stabiliti dalla legge il provvedimento con il quale hanno rigettato la richiesta degli avvocati Giuseppe Gurrieri e Junio Celesti di annullare l’ordinanza cautelare del Gip Andrea Migneco emessa a carico dei pachinesi Giuseppe Terzo, 26 anni, e Massimiliano Quartarone, 24 anni, accusati dell’omicidio del pregiudicato Corrado Vizzini, 55 anni, detto Corrado Marcuotto, unitamente a Stefano Di Maria, 25 anni e Sebastiano Romano, 28 anni, ai quali il Collegio ha nelle scorse settimane rigettato la richiesta di revoca della misura cautelare della custodia in carcere. Il Riesame si è riservato di depositare in un secondo tempo i motivi della decisione. In ogni caso, a differenza della tesi paventata dai due penalisti che difendono Giuseppe Terzo e Massimiliano Quartarone, i giudici hanno detto che sono sussistenti i gravi indizi di reità a carico dei due pachinesi. Giuseppe Terzo e Massimiliano Quartarone sono stati già informati della decisione del Riesame di Catania, ricevendo via fax la copia del dispositivo che conferma l’applicazione della misura cautelare della custodia in carcere emessa a loro carico dal Giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Siracusa, Andrea Migneco. Giuseppe Terzo ha ricevuto la copia del provvedimento nella Casa Circondariale di Genoa mentre Massimiliano Quartarone ha ricevuto la comunicazione di rigetto del suo ricorso nella Casa Circondariale di Vercelli. Nella Casa Circondariale di Cavadonna sono invece detenuti Stefano Di Maria e Sebastiano Romano, rispettivamente assistiti dall’avvocato Giambattista Rizza, il primo, e dagli avvocati Francesco Villardita e Maria Carmela Di Matteo, il secondo.
L’agguato avvenne la sera del 16 marzo scorso, in Via De Sanctis, a Pachino. Corrado Vizzini, detto Marcuotto, alla guida del proprio ciclomotore, si stava dirigendo verso casa in quanto entro le ore 21 doveva rincasare come disposto dai giudici che lo avevano sottoposto alla misura della sorveglianza speciale. Fu centrato da un proiettile allo stomaco, risultato quello mortale, e da un’alltra pallottola al braccio, mentre gli altri due proiettili esplosi dal killer sono andati a vuoto. Trasportato all’ospedale Di Maria di Avola il malcapitato è deceduto a distanza di dieci giorni dal ricovero per le gravi lesioni interne provocate dalla pallottola pentrata allo stomaco.
In seguito al decesso di Corrado Vizzini, il Pubblico Ministero Gaetano Bono ordinava il fermo dei quattro pachinesi, tutti inquadrati dalle telecamere la sera dell’agguato e già tutti invitati negli uffici del Commissariato della Polizia di Stato di Pachino per essere sottoposti a sommarie informazioni testimoniali e per essere sottoposti al tampon-kit, che, però, è risultato negativo. Mentre Di Maria e Romano venivano fermati a Pachino, i loro presunti complici Massimiliano Quartarone e Giuseppe Terzo venivano fermati il primo a Vercelli ed il secondo a Genova, dove si erano rifugiati presso parenti dopo essersi allontanati nottetempo da Pachino.

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