L’imprenditore arrestato dalla GdF chiede la revoca dei domiciliari e il dissequestro dei beni

Siracusa. Ha rigettato le accuse l’imprenditore Gianfranco Lino, 70 anni, proprietario di una impresa che produceva fusti metallici, finito ai domiciliari in quanto accusato di reati tributari e bancarotta fraudolenta. L’indagato, difeso dall’avvocato Umberto Di Giovanni, è stato sottoposto ad un lungo interrogatorio di garanzia da parte del Giudice delle indagini preliminari Carmen Scapellato, che ha firmato l’ordinanza con la quale ha disposto gli arresti domiciliari e il sequestro dei beni per oltre quatro milioni di euro. All’interrogatorio di garanzia ha partecipato il Pubblico Ministero Vincenzo Nitti che ha diretto le indagini svolte dai militari della Guardia di Finanza, i quali hanno accertato che Gianfranco Lino aveva accumulato un debito erariale di quasi 5 milioni di euro. Oltre ad eseguire la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti dell’imprenditore, le Fiamme Gialle, sulla base del decreto di sequestro cautelare emesso dal Gip Carmen Scapellato, hanno messo i sigilli a 14 fabbricati e 19 terreni del valore stimato di 4.280.000 euro di proprietà di Gianfranco Lino.
Secondo l’ipotesi accusatoria, l’imprenditore avrebbe organizzato operazioni societarie per trasferire gli asset produttivi della società a favore di altre società, appositamente costituite e sempre nella sua disponibilità, lasciando in capo alla società cedente, ormai decotta, l’ingente massa debitoria.
A parere del Pubblico Ministero Vincenzo Nitti l’imprenditore Lino avrebbe messo in atto tutta una serie di operazioni finalizzate a “svuotare” la società decotta dei suoi cespiti produttivi, continuando a gestire l’azienda attraverso altre società dallo stesso controllate. Nella vicenda sono coinvolte altre persone, tutte ritenute dei prestanome del Lino.
L’imprenditore, contro il quale già l’Agenzia delle Entrate aveva ottenuto il pignoramento e la vendita del capannone, ha negato di avere trasferito gli asset produttivi della società a favore di altre società e ha sostenuto di non avere messo in atto una serie di operazioni finalizzatra a “svuotare” la società decotta dai suoi cespiti produttivi. Sulla base delle convincenti risposte fornite dal proprio cliente a tutte le contestazioni del Gip Scapellato e del Pubblico Ministero Nitti, l’avvocato Umberto Di Giovanni presenterà nei prossimi giorni istanza al Tribunale del Riesame di Catania per ottenere la revoca della misura cautelare degli arresti domiciliari applicata dal Gip all’imprenditore Gianfranco Lino. Inoltre, l’avvocato Umberto Di Giovanni presenterà un’altra istanza al Tribunale della Libertà di Siracusa per ottenere il dissequestro dei beni requisiti su disposizione del Gip Carmen Scapellato.

CONDIVIDI