Condannato per l’omicidio di Nicola La Porta, rinchiuso a Cavadonna per espiare pena di 8 anni e un mese

Siracusa. Nella giornata di ieri i Carabinieri della Stazione di Siracusa Ortigia, in esecuzione di un ordine di carcerazione dal Tribunale di Siracusa, hanno arrestato Leonardo Maggiore, 34 anni, poichè dovrà espiare una pena residua di 8 anni e un mese di reclusione poiché giudicato colpevole dei reati di porto illegale di arma e concorso in omicidio di Nicola La Porta, avvenuto a Floridia nel marzo del 2014. L’arrestato, condotto presso la Stazione Carabinieri di Ortigia per le formalità di rito, è stato infine condotto al carcere “Cavadonna” di Siracusa.
L’omicidio dell’operaio di Floridia Nicola La Porta, 47 anni, crivellato di piombo dal pizzaiolo Osvaldo Lopes nei pressi del cimitero, avvenne nella tarda serata del 3 marzo del 2014. Leonardo Maggiore, conducente dell’auto con la quale il pizzaiolo Osvaldo Lopes e l’operaio Nicola La Porta raggiunsero il cimitero di Floridia, assistette passivamente alla soppressione fisica della vittima. Coinvolti nell’omicidio anche Salvatore Mollica e Giuseppe Genesio, che avevano fatto delle pressioni sul La Porta affinchè incontrasse Osvaldo Lopes, giunto a Floridia da Siracusa per incontrarlo.
Quando La Porta arrivò fu invitato a prendere posto nell’auto guidata dal Maggiore, nella quale aveva già preso posto il pizzaiolo siracusano Osvaldo Lopes. Arrivati nella zona cimitero di Floridia, dalla macchina scendevano Lopes e La Porta, mentre al volante rimaneva il Maggiore. Lopes e La Porta a piedi raggiungevano un muro e mentre il floridiano si chinava per prelevare da un foro una cassetta contenente un quantitativo di cocaina per consegnarne una parte al Lopes, quest’ultimo impugnava la pistola e faceva fuoco, uccidendo il povero Nicola La Porta. I Carabinieri, sulla base dei filmati prodotti dal sistema di videosorveglianza, individuavano tutti i componenti del gruppo coinvolti nell’omicidio di Nicola La Porta e li fermava. Salvatore Mollica, innanzi al Pubblico Ministero Andrea Palmieri, confessava la propria partecipazione alla spedizione omicidiaria e inguaiava anche i complici. A distanza di due settimane dal fermo, anche il pizzaiolo Osvaldo Lopes confessava di avere ucciso personalmente il La Porta e iniziava anche lui a collaborare con la giustizia. Trascinati a giudizio, i tre imputati venivano processati con il rito abbreviato e il Giudice dell’udienza preliminare Andrea Migneco, nel riconoscerli colpevoli, infliggeva 20 anni di carcere al killer Osvaldo Lopes, 16 anni al pentito Salvatore Mollica e dodici anni e otto mesi ciascuno a Leonardo Maggiore e Giuseppe Genesio.
La Corte d’Assise, riformava la sentenza di primo grado, e infliggeva sedici anni di reclusione al pizzaiolo-killer, quattordici anni a Salvatore Mollica e dieci anni e otto mesi ciascuno a Leonardo Maggiore e Giuseppe Genesio. Quest’ultimo nel mese di ottobre dello scorso anno è ritornato in carcere per espiare la pena, e altrettanto è avvenuto per i pentiti Lopes e Mollica che, però, a causa del loro status di collaboratori di giustizia, sono stati colpiti da un ordine di carcerazione per scontare in detenzione domiciliare la condanna. L’unico che rimaneva agli arresti domiciliari era il Maggiore ma ieri i Carabinieri sono andati a prelevarlo e lo hanno associato alla Casa Circondariale di Cavadonna.
L’omicidio di Nicola La Porta, eseguito personalmente dall’ex pizzaiolo-killer Osvaldo Lopes, avvenne nella tarda sera o nella notte tra il 2 e il 3 marzo 2014. Osvaldo Lopes, incontratosi al cimitero di Floridia con Nicola La Porta, gli chiedeva di cedergli alcune dosi di cocaina in quanto, quella notte intendeva festeggiare il compleanno di un suo dipendente con un coca-party. Il La Porta aderiva alla richiesta del Lopes e si chinava per prelevare la cassetta contenente la cocaina da una insenatura del muro. In quel preciso momento, Osvaldo Lopes estraeva dalla tasca del giubbotto la pistola e iniziava ad esplodere tutti i proiettili contro Nicola La Porta, centrandolo alla testa e in altre parti del corpo. Come Lopes ha spiegato, quando ha iniziato a collaborare con la giustizia, lui si era determinato a uccidere Nicola La Porta per evitare che quest’ultimo potesse ammazzarlo. A dire di Lopes, infatti, il La Porta aveva già tentato di tendere una trappola mortale al pizzaiolo siracusano, dandogli un appuntamento in una campagna di Villasmundo. All’appuntamento, però, il Lopes non andò proprio perchè qualcuno gli aveva sussurrato all’orecchio le brutte intenzioni del La Porta. Da quel giorno Osvaldo Lopes ha studiato tutte le ipotesi possibili e immaginabili per vendicarsi dell’affronto operato da Nicola La Porta nei suoi confronti. I due, da componenti della stessa banda che si sarebbe dovuto ritagliare uno spazio nel mercato della vendita delle sostanze stupefacenti, erano diventati acerrimi nemici in quanto Nicola La Porta non condivideva i metodi e le modalità di gestione della banda da parte di Osvaldo Lopes. Al pizzaiolo si contestava, infatti, che, essendo oberato dai debiti, aveva prosciugato la cassa comune della banda per aprire il bar-pizzeria-ristorante nel centralissimo viale Scala Greca. Comunque sia, nella serata del 2 marzo 2013, Osvaldo Lopes si recava Floridia, dove incontrava gli altri tre complici nell’attuazione del criminoso piano omicidiario contro il La Porta. L’operaio, che si trovava in casa di una donna, nella tardissima serata del 2 marzo, veniva invitato a raggiungere Osvaldo Lopes che si trovava in quel momento in compagnia di Leonardo Maggiore. Il quale, conducente della macchina su cui viaggiava il pizzaiolo-killer, è stato testimone oculare dell’omicidio. Maggiore si è giustificato dicendo di non avere potuto evitare il delitto poichè è stata improvvisa e repentina l’iniziativa di Lopes di prendere la pistola e di esplodere dei proiettili alla testa e al torace del povero Nicola La Porta. I Carabinieri del Nucleo Investigativo del comando provinciale, grazie alla visione dei filmati prodotti dalle telecamere installate sulle strade di Floridia, sono riusciti a smascherare l’autore dell’omicidio e i suoi complici arrestandoli a distanza di due settimane dal delitto. A seguito del fermo ha iniziato a collaborare il Mollica che, oltre ad ammettere la propria responsabilità, ha messo con le spalle al muro Osvaldo Lopes, additandolo come l’esecutore materiale dell’uccisione di Nicola La Porta e specificando il ruolo svolto da Genesio e Maggiore nella fase di preparazione e di esecuzione dell’agguato. Alla luce dei gravi indizi di reità raccolti a suo carico dai Carabinieri e della chiamata in correità del Mollica, il pizzaiolo Osvaldo Lopes, sconfessando se stesso perchè fino a quel momento aveva sempre negato il suo coinvolgimento nell’omicidio, decideva di collaborare con la giustizia e confessava non solo di avere ucciso Nicola La Porta ma di avere ammazzato, sempre a Floridia, durante l’esplosione dei fuochi d’artificio, in occasione della festa di maggio dell’Ascensione, Nicola Ferla che si trovava al volante della propria vettura e si apprestava ad aprire la portiera, dopo aver parcheggiato l’auto, per assistere allo spettacolo pirotecnico.

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