Il Csm propone la destituzione del PM Musco per i suoi rapporti d’amicizia con l’avv. Piero Amara

Roma. Il Pubblico Ministero Maurizio Musco, in servizio alla Procura della Repubblica di Sassari, è stato “destituito” dalla Commissione Disciplinare del Consiglio Superiore della Magistratura per i suoi rapporti d’amicizia con l’avvocato Piero Amara. Il provvedimento adottato nell’odierna mattinata, non tiene in nessun conto della sentenza della Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, che stabilisce che non implica per il Pubblico Ministero l’obbligo di astensione nei procedimenti penali in cui l’imputato viene difeso da un avvocato che intrattiene rapporti d’amicizia con il magistrato titolare delle indagini. Con quella sentenza si fece chiarezza sulla questione connessa ai rapporti di amicizia tra un procuratore della Repubblica e un difensore di un cliente che dal primo viene indagato per reati penali. Alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione veniva chiesto se il Pubblico Ministero dovesse o meno astenersi dal dirigere le indagini quando con il difensore dell’imputato intrattiene dei rapporti di amicizia e di frequentazione. Le Sezioni Unite risposero al quesito dicendo che il Pubblico Ministero non è tenuto ad astenersi dallo svolgere le indagini contro l’imputato che viene assistito da un avvocato amico del magistrato. La precedente Commissione Disciplinare del Csm, sulla base di quella sentenza della Corte di Cassazione a Sezioni Unite, aveva assolto il sostituto procuratore Maurizio Musco dall’addebito di avere diretto le indagini contro imputati assistiti dall’avvocato Piero Amara con il quale intratteneva consolidati rapporti di amicizia. La decisione del Csm aveva di fatto preso le distanze dalla Corte di Cassazione che aveva condannato a un anno e sei mesi di reclusione il Pubblico Ministero Maurizio Musco per abuso d’ufficio nell’ambito del procedimento penale scaturito dalla costruzione di una piattaforma polifunzionale ad Augusta di proprietà della società Oikothen. In quella sentenza, abnorme per certi versi, si sosteneva che il magistrato Maurizio Musco avrebbe dovuto astenersi dal condurre le indagini in quanto amico dell’avvocato Piero Amara che, secondo i giudici della Suprema Corte, sulla realizzazione della piattaforma polifunzionale per lo smaltimento di rifiuti tossici, era in contrapposizione con l’ex sindaco di Augusta, Massimo Carrubba. La Cassazione inflisse la pena di un anno e sei mesi di reclusione al Pubblico Ministero Maurizio Musco che da quel momento, sulla base di quella sentenza erronea, è stato prima trasferito, per motivi disciplinari, alla Procura di Palermo, poi riabilitato dal Csm e riassegnato alla Procura di Siracusa, poi di nuovo sottoposto a procedimento displinare per la inopinata condanna a tre anni e otto mesi di reclusione per tentata concussione ai danni dell’ex dirigente del Commissariato di Augusta, Pasquale Alongi, quindi di nuovo riabilitato dal Csm in quanto la Corte d’Appello di Messina aveva annullato la sentenza di primo grado del “caso Alongi” e assolto il Pubblico Ministero Musco perchè il fatto non sussiste. Successivamente, la Commissione disciplinare del Csm aveva proposto il cambio di funzioni al sostituto procuratore Musco, nel frattempo, finito sotto inchiesta nell’ambito dell’operazione “Sistema Siracusa”. E Musco, per fare archiviare il procedimento disciplinare, aveva accettato la proposta di cambio delle funzioni, chiedendo di essere trasferito al Tribunale Civile di Caltanissetta. Quando il Plenum del Csm stava per deliberare il trasferimento di Musco dalla Procura di Siracusa al Tribunale Civile di Caltanissetta, la Procura della Repubblica di Messina comunicava al Consiglio Superiore della Magistratura che indagava Musco per associazione a delinquere di cui era promotore l’avvocato Piero Amara. Ritornava sul banco la questione dei rapporti di amicizia tra il magistrato e l’avvocato Amara e, a dispetto della sentenza della Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, il Csm annullava il cambio di funzioni da pubblico ministero a giudice civile per Musco e la sua assegnazione al Tribunale Civile di Caltanissetta, e lo trasferiva, per motivi disciplinari alla Procura della Repubblica di Sassari. L’inchiesta di Messina non ha fatto passi in avanti ma, siccome l’indagato si chiama Musco ed è amico dell’avvocato Piero Amara, la Procura non ha chiesto l’archiviazione delle accuse così come ha fatto per il Pubblico Ministero Marco Di Mauro. Comunque sia a Sassari il sostituto procuratore Musco ha dimostrato il suo valore tant’è che molti penalisti hanno cambiato opinione sul suo conto. Tutti, o quasi, lo ritenevano un magistrato “chiacchierato” la cui reputazione era stata macchiata dalla condanna della Corte di Cassazione e quindi da emarginare. I penalisti di Sassari si erano lasciati condizionare dall’articolo pubblicato sul quotidiano “Il Dubbio”, che descriveva il sostituto procuratore Maurizio Musco come un pessimo magistrato che, anzichè essere stato trasferito a Sassari, avrebbe dovuto essere radiato dalla Magistratura. E, invece, a poco a poco, Maurizio Musco ha fatto cambiare opinione ai colleghi magistrati e agli avvocati del Foro di Sassari. Dopo un anno di lavoro alla Procura di Sassari, colleghi magistrati e avvocati di lui dicono “è un magistrato preparato, serio, una persona per bene”.
La mazzata è arrivata nell’odierna giornata di mercoledì 12 giugno dalla nuova sezione disciplinare del Csm, che ha proposto la destituzione dalla magistratura nei confronti dell’ex pm della Procura di Siracusa, Maurizio Musco. Per il tribunale delle toghe, Musco avrebbe violato “consapevolmente e reiteratamente” l’obbligo di astenersi dal trattare un procedimento penale che riguardava familiari e clienti dell’avvocato Piero Amara, il principale protagonista dell’operazione denominata “Sistema Siracusa”.
Musco, che è assistito dal magistrato in pensione, Marcello Maddalena, è in attesa del deposito delle motivazioni del verdetto della sezione disciplinare per proporre ricorso alle sezioni unite della Cassazione. “Ritengo sia una sentenza inspiegabile – dice Musco – perché nulla è mutato rispetto al 24 marzo 2015 quando la stessa sezione disciplinare del Csm mi aveva assolto dalla contestazione relativa agli stretti rapporti di amicizia intercorrenti con l’avvocato Amara”.

CONDIVIDI