Avola, in carcere due fratelli di 24 e 22 anni ritenuti i responsabili dell’omicidio di Andrea Pace

Avola. Hanno un nome e un volto i due presunti assassini di Andrea Pace, 25 anni, crivellato di piombo la notte del 12 giugno scorso in Via Neghelli. I Carabinieri della Compagnia di Noto, in esecuzione ad un provvedimento di fermo di indiziato di reato, hanno prelevato nella loro abitazione i fratell Salvatore e Corrado Caruso, rispettivamente di 25 e 22 anni, e li hanno rinchiusi in due celle separate della Casa Circondariale di Cavadonna. Sono accusati, in concorso, omicidio volontario volontario aggravato dai futili motivi e porto abusivo di armi da fuoco. Il provvedimento di fermo di iniziato di delitto è stato firmato dal procuratore aggiunto Fabio Scavone e dal sostituto procuratore Enea Carlo Parodi, all’esito di un’articolata ed incessante attività di indagine condotta dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Noto a seguito dell’omicidio di Andrea Pace.
Nello specifico le investigazioni hanno permesso di ricostruire i movimenti dei due giovani e del Pace, appurando un grave quadro indiziario a carico dei due fratelli, che, secondo la ricostruzione dei Carabinieri, a seguito di un acceso diverbio avvenuto tra Salvatore Caruso Salvatore ed il Pace poco prima dell’omicidio, i cui motivi sono ancora al vaglio degli inquirenti, lo avrebbero raggiunto presso la propria abitazione ove avrebbero esploso nei suoi confronti 10 colpi, di cui 5 andati a segno, tutti alla schiena.
I genitori dei fratelli Caruso hanno nominato difensore di fiducia dei propri figli l’avvocato Gionfriddo che, al momento, non ha avuto la possibilità di dialogare con i due clienti. Sicuramente il difensore riuscirà a parlare con i fratelli Caruso nelle prossime ore oppure nella mattinata di mercoledì 19 giugno, in occasione dell’udienza di convalida del fermo che si terrà innanzi al Giudice delle indagini preliminari Andrea Migneco.
Oggi, intanto, in Chiesa Madre si sono svolti i funerali di Andrea Pace. La Chiesa Madre era gremita di persone, in particolar modo di giovani, tutti coetanei di Andrea, che sono riusciti a far piangere, per la commozione, donne e uomini, accorsi nel luogo di culto per dare l’ultimo saluto a un ragazzo esuberante ma pur sempre un bravo giovane che si faceva amare. La salma di Andrea, in una bara bianca sommersa da fiori dal color bianco, e da palloncini a forma di cuore, di colore rosso e bianco, è entrata nella Chiesa portata a spalle dal papà, dal fratello, da alcuni congiunti, e, a turno, dai suoi amici. I quali, quando la bara è stata adagiata innanzi il Sagrato, hanno intonato cori da stadio urlando, a ritmo, “Andrea vive”. I coetanei di Andrea Pace indossavano tutti una maglietta bianca sulla quale era stata impressa la bella foto di Andrea, sorridente. Poi a turno hanno preso la parola per l’omaggio funebre, don Fortunato di Noto, la madre di Andrea, la compagnia del venticinquenne. Il discorso della ragazza è stato commovente, facendo piangere tutti i presenti quando ha detto “Andrea sei stato e sarai il mio grande amore. Abbiamo cominciato ad amarci quando eravamo bambini. Andrea seu stato il mio primo amore e lo sarai sempre. Io e nostra figlia non ti scorderemo mai”.
All’esterno della Chiesa Madre, la bara, portata a spalle dai congiunti e dagli amici, ha sostato per una decina di minuti prima di essere accompagnata al cimitero, per consentire ad un cantante melodico di cantare la canzone prediletta da Andrea Pace. Poi è scoppiata la festa: tutti ad intonare in coro il nome di Andrea, a lanciare palloncini verso il cielo, a forma di cuore, tutti a stringersi attorno ai genitori del ragazzo di 25 anni, ucciso con cinque colpi di pistola mentre infilava la chiave nella tocca del portone di casa sua. Poi, una volta che il cantante melodico ha smesso di cantare, la bara, sempre portata a spalle, ha effettuato l’ulimo viaggio, dalla Chiesa Madre fino al cimitero di Avola, dove la salma di Andrea è stata tumulata.

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