Avola, innanzi al Gip ha negato gli addebiti il 24enne accusato di avere investito un minorenne

Siracusa. Ha negato gli addebiti il ventiquattrenne Danilo Carbè, residente in Avola, colpito dalla misura cautelare degli arresti domiciliari in quanto accusato di tentato omicidio ai danni di un ragazzo di 16 anni. L’arrestato, difeso dall’avvocato Antonino Campisi, è comparso innanzi al Giudice delle indagini preliminari Tiziana Carrubba, che ha firmato il provvedimento restrittivo come richiesto dal Pubblico Ministero Enea Carlo Parodi, e ha sostenuto che non era sua intenzione investire il sedicenne, ma di non aver avuto un’altra scelta visto che la persona offesa si era posizionata innanzi alla sua autovettura mentre lui stava cercando di fuggire per non essere malmenato dagli amici e dai familiari del giovanissimo antagonista. Danilo Carbè ha riferito che tra lui ed il minorenne c’è stata una lite, per futili motivi, all’interno di un bar. La lite dalle parole è passata ben presto alle botte e la peggio è toccata al Carbè, in quanto si è ritrovato circondato da coetanei e parenti del suo antagonista. Appena si è trovato nelle condizioni di darsi alla fuga il Carbè lo ha fatto per sottrarsi al pestaggio e si è rifugiato dentro la propria autovettura. Ma al momento di mettere in movimento l’auto si è trovato sbarrata la strada dal minorenne, che lo invitava a scendere a terra e comportarsi da uomo. Carbè ha pigiato il pedale dell’acceleratore e ha sterzato nel tentativo di non travolgere il sedicenne. ma non è riuscito nel suo intento. L’auto è venuta in contatto con il ragazzo, che è stramazzato sul selciato riportando un trauma facciale. Carbè, però, a suo dire sempre per paura di essere picchiato dai parenti del minorenne, non si è fermato per soccorrerlo e si è allontanato dalla zona. Per questo motivo il Pubblico Ministero Parodi oltre al reato di tentato omicidio contesta a Danilo Carbè il reato di omissione di soccorso.
L’avvocato Antonino Campisi, alla luce della dichiarazione resa dal proprio assistito, ha annunciato che presenterà alla Gip Tiziana Carrubba istanza di revoca della misura cautelare degli arresti domiciliari.
L’incidente si è verificato nella notte del 26 maggio, allorquando il Carbè, a bordo dell’autovettura a lui in uso mentre percorreva la centrale via Linneo dell’abitato di Avola, investiva volontariamente G.M., procurandogli traumi diffusi dichiarati guaribili in 30 giorni di prognosi. L’origine del risentimento dell’autore dell’investimento verso la vittima sarebbe da ricondursi ad una lite nata tra i due per futili motivi, verosimilmente riconducibili allo stato di ebbrezza alcolica in cui si trovavano entrambi poco prima dell’urto volontario. Secondo i Carabinieri il Carbè avrebbe intenzionalmente deviato la corsa della propria autovettura al fine di investire il giovane, dandosi immediatamente alla fuga dopo aver commesso il fatto. Il Carbè, al fine di alleggerire la sua posizione ed attenuare le responsabilità a suo carico, si era presentato solo ore dopo presso la locale Stazione Carabinieri, quando era già stato identificato quale l’autore del grave reato che avrebbe potuto arrecare danni ben più gravi alla sua vittima.

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