Favori ai detenuti ma non chiedeva soldi: oggi sarà interrogato il poliziotto finito in manette

Siracusa. Si terrà giovedì 20 giugno, alle ore 12, l’interrogatorio di garanzia dell’agente di polizia penitenziaria Paolo Zagarella, 55 anni, arrestao dai Carabinieri del del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Noto e della Polizia Penitenziaria di Cavadonna, poichè accusato di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, peculato e false attestazioni. Paolo Zagarella, che ha nominato proprio difensore di fiducia l’avvocato Sebastiano Troia, verrà accompagnato dai suoi colleghi della Polizia penitenziaria in servizio nel carcere di Piazza Lanza, a Catania, al Tribunale di Siracusa per poi essere condotto alla presenza del Giudice delle indagini preliminari Carla Frau, che ha firmato l’ordinanza di custodia in carcere su richiesta del Sostituto Procuratore Gaetano Bono, che dirige l’indagine, coordinata dal Procuratore Aggiunto Fabio Scavone. Paolo Zagarella, agente di Polizia Penitenziaria che fino a tre giorni fa prestava servizio nella Casa Circondariale di Cavadonna, è accusato di avere fatto dei favori ad alcuni compaesani che in carcere sono finiti per avere commesso dei reati. Che tipo di favori avrebbe fatto a questi detenuti avolesi non è dato sapere nello specifico. “Radio carcere” informa che l’agente avrebbe consegnato ad un detenuto un dischetto contenente canzoni napoletane oppure di aver ricevuto da altri detenuti dei “pizzini” e di averli recapitati ai loro congiunti nei quali erano scritte richieste di sandali o in generale dei capi di vestiario. Nelle carte collazionate dal Pubblico Ministero Bono si parla di telefoni, ma non si capisce ancora se sia stato l’agente Zagarella ad averli introdotti nella Casa Circondariale di Cavadonna per consentire ai detenuti di effettuare delle telefonate all’esterno. Si parla di favori e cortesie ma, stranamente, non si parla di soldi. Ovvero questo poliziotto avrebbe gettato alle ortiche la carriera a dieci anni dalla pensione non per ricevere, quale contropartita per i favori che faceva ai detenuti, dei soldi ma per ottenere una tantum un profumo. O un dopo barba. O un biglietto per andare al cinema o al teatro. E’ fuori di dubbio che l’agente Zagarella non avrebbe dovuto raccogliere l’invito dei detenuti di portare messaggi all’esterno del carcere e avrebbe dovuto restituire al mittente la boccetta di profumo o di dopobarba, ma se “Radio carcere” non ha diffuso notizie false, sembra piuttosto esagerata la misura coercitiva della custodia in carcere che gli è stata applicata. Comunque, oggi il poliziotto Zagarella avrà la possibilità di potersi difendere e di rispondere alle accuse che gli muovono sia il Pubblico Ministero Gaetano Bono sia il Giudice delle indagini preliminari Carla Frau.

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