Furti e cavallo di ritorno: ridotta a 3 anni e 11 mesi la condanna al tassista Garofalo, detto ‘U Cavaleri

Catania. I giudici della terza Sezione penale della Corte d’Appello hanno riformato la sentenza di primo grado e hanno condannato a tre anni e undici mesi il tassista siracusano Sebastiano Garofalo, detto ‘u Cavaleri.
Al processo di primo grado, celebrato con rito abbrevviato, il Giudice dell’udienza preliminare Giuseppe Tripi aveva inflitto a Sebastiano Garofalo la pena di sei anni, undici mesi e dieci giorni di reclusione. Al processo di secondo grado, il difensore del Garofalo, avvocato Antonello Davì, ha chiesto di ridurre la pena in considerazione della diminuente del rito abbreviato e di riconoscere le attenuanti generiche da dichiarare prevalenti sulla circostanza aggravante della recidiva per la confessione resa dal suo cliente innanzi al Gup Tripi. Il Collegio ha condiviso le richieste del difensore dell’imputato e ha ridotto la pena inflitta al suo assistito dal Gup del Tribunale di Siracusa, Giuseppe Tripi.
Sebastiano Garofalo, detto “Cavaleri”, tassista, nel luglio del 2017, ha commesso un serie impressionante di furti. E precisamente, un furto con strappo a danno di una donna facendola cadere a terra e provocandole la frattura del femore. Poi si è reso responsabile di un furto all’interno di un centro di scommesse di Corso Timoleonte, forzando una gettoniera e sottraendo più di 2000 euro, Ed ancora ha commesso un furto all’interno di un ristorante dove sottraeva un pc ed un cellulare. Inoltre, ha rubato un orologio di valore e con la tecnica del “cavallo di ritorno”, minacciando la vittima che non avrebbe mai più rivisto il suo orologio, ha chiesto il pagamento di 300 euro. Sebastiano Garofalo si è anche reso responsabile di un furto in abitazione, dove si introduceva introduceva fingendosi il proprietario e facendosi aiutare da altri condomini che erano caduti nell’inganno, utilizzando come espediente il fatto che fosse rimasto chiuso fuori casa. Con questa messiscena sottraeva 7 orologi di elevato valore, nonché una macchina fotografica.
Nonostante lo sconto di pena applicato dalla Corte d’Appello di Catania, l’avvocato Antonello Davì ha preannunciato ricorso contro la sentenza del processo di secondo grado. Ciò per evitare al suo cliente di finire in carcere per scontare la condanna.

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