Omicidio Pace: fanno scena muta i fratelli Caruso, il Gip Migneco convalida il fermo e applica la misura della custodia in carcere

Avola. Al carcere di Cavadonna si è svolta l’udienza di convalida del fermo di indiziato di delitto emesso dal Pubblico Ministero Enea Carlo Parodi nei confronti dei fratelli Salvatore e Corrado Caruso, rispettivamente, di 24 e 22 anni, residenti ad Avola, entrambi assistiti dall’avvocato Emanuele Gionfriddo. I fratelli Salvatore e Corrado Caruso sono ritenuti i responsabili dell’omicidio di Andrea Pace, 25 anni, padre di una bimba concepita con la compagna dalla quale si era separato alcuni mesi fa, in seguito alla denuncia che lei gli aveva sporto per stalking e lesioni personali. Il Giudice delle indagini preliminari Andrea Migneco ha incontrato i due giovani ma non è riuscito a cavar dalla loro bocca una sola parola. I fratelli Caruso, infatti, quando sono stati invitati a dire se si dichiaravano innocenti o colpevoli e se intendevano sottoporsi ad interrogatorio hanno opposto un “assordante” silenzio. I due avolesi, che prima di incontrare il Gip Migneco ed il Pubblico Ministero Parodi hanno avuto finalmente la possibilità di parlare con il loro difensore di fiducia, hanno scelto di fare scena muta anche perchè da qundo sono stati ammanettati dai Carabinieri della Stazione di Avola e della Compagnia di Noto sono arrivati all’udienza di convalida senza avere contezza degli elementi indiziari raccolti dagli inquirenti nei loro confronti. E allora, nel dubbio di poter compromettere la loro già precaria situazione, hanno deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere. Una scelta che è stata approvata dal loro legale, l’avvocato Emanuele Gionfriddo, che, come i suoi assistiti, non ha avuto la possibilità di visionare le immagini televisive prodotte dal sistema di videosorveglianza installate in via Neghelli nè di poter leggere il rapporto redatto dagli investigatori della Compagnia Carabinieri di Noto. In buona sostanza partiva avvantaggiato il Pubblico Ministero Parodi che ha ricevuto tutte le informazioni possibili e immaginabili da parte dei Carabinieri e dal medico legale di Catania, Veronica Arcifa, dal giovane sostituto procuratore incaricato di effettuare l’autopsia sul cadavere di Andrea Pace, 25 anni, contro il quale i fratelli Caruso hanno esploso ben dieci colpi di pistola, calibro 22, cinque dei quali hanno centrato alla schiera la vittima. La Difesa dei fratelli Caruso, invece, non aveva nulla tra le mani, per cui è stato accolta con un grande sospiro di sollievo la decisione dei fratelli Caruso di non rispondere nè alle domande del Gip Migneco nè a quelle del Pubblico Ministero Parodi.
Nel tardo pomeriggio, dopo una lunga camera di consiglio, il Gip Andrea Migneco ha emesso il provvedimento a carico di Salvatore e Corrado Caruso: il fermo di indiziato di delitto di omicidio volontario in concorso è stato convalidato e a carico dei due indagati è stata emessa l’ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere.
Il Gip ha emesso il provvedimento coercitivo poichè sono sussistenti i gravi indizi di reità rilevati dai Carabinieri attraverso la visione delle immagini prodotte dalle telecamere installate in ia Neghelli; dalle dichiarazioni rese da alcuni testimoni che hanno assistito alla violenta lite scoppiate un’ora e mezza prima dell’agguato mortale tra i fratelli Caruso e Andrea Pace; nonchè dalle informazioni fornite da persone attendibili che avrebbero visto i fratelli Caruso allontanarsi dal luogo del delitto. La ricostruzione dell’agguato effettuata dai Carabinieri non lascerebbe via di fuga ai due presunti autori dell’omicidio di Andrea Pace. Prima tra i fratelli Caruso e la vittima è scoppiata una lite che avviene alla presenza di altri giovani che già si trovavano in compagnia di Andrea Pace. Nessuno, e nemmeno il Pace, pensa ad una seconda puntata della lite, ovverso alla spedizione punitiva decisa dai fratelli Salvatore e Caruso dopo essersi allontanati dalla zona in cui avevano avuto il violento scambio di accuse e di insulti con il venticinquenne. Si armano e con un veicolo raggiungono via Neghelli, dove attendono l’arrivo di Andrea Pace. Quest’ultimo arriva verso le due di notte davanti al portone della sua abitazione, ha il tempo di infilare la chiave nella toppa quando viene centrato in rapida successione da cinque proiettili alla schiena. Il killer – ma ancora non è dato sapere chi tra Salvatore e Corrado ha esploso i colpi contro la vittima – continua a far fuoco ma l’emozione gli gioca un brutto tiro e gli ultimi cinque proiettili si conficcano nel portone di legno. Andrea Pace ha ancora la forza di chiudere il portone e di aprire la porta che immette nella sua abitazione. Il padre gli fa l’incontro e gli chiede dove è stato ferito. Andrea vorrebbe rispondergli ma, appena apre bocca, vomita sangue e, subito dopo, si accascia al suolo. Il padre cerca di tenerlo sveglio, ma i suoi amorevoli tentativi risultano vani: il cuore del ragazzo ha smesso di battere.
andati a bersaglioHanno un nome e un volto i due presunti assassini di Andrea Pace, 25 anni, crivellato di piombo la notte del 12 giugno scorso in Via Neghelli. I Carabinieri della Compagnia di Noto, in esecuzione ad un provvedimento di fermo di indiziato di reato, hanno prelevato nella loro abitazione i fratell Salvatore e Corrado Caruso, rispettivamente di 25 e 22 anni, e li hanno rinchiusi in due celle separate della Casa Circondariale di Cavadonna. Sono accusati, in concorso, omicidio volontario volontario aggravato dai futili motivi e porto abusivo di armi da fuoco. Il provvedimento di fermo di iniziato di delitto è stato firmato dal procuratore aggiunto Fabio Scavone e dal sostituto procuratore Enea Carlo Parodi, all’esito di un’articolata ed incessante attività di indagine condotta dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Noto a seguito dell’omicidio di Andrea Pace.
I due pistoleri-assassini si sono già dileguati quando i Carabinieri arrivano in Via Neghelli. Ma, in breve tempo, i militari acquisiscono gli indizi di reità a carico dei fratelli Caruso e ne mettono a conoscenza il Pubblico Ministero Parodi che poi firma il decreto di fermo di indiziato di delitto contro Salvatore e Corrado Caruso. Le investigazioni hanno permesso di ricostruire i movimenti dei due giovani e del Pace, appurando un grave quadro indiziario a carico dei due fratelli, che, secondo la ricostruzione dei Carabinieri, a seguito di un acceso diverbio avvenuto tra Salvatore Caruso ed il Pace poco prima dell’omicidio, i cui motivi sono ancora al vaglio degli inquirenti, lo avrebbero raggiunto presso la propria abitazione ove avrebbero esploso nei suoi confronti 10 colpi, di cui 5 andati a segno, tutti alla schiena.

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