Pastore di Cassibile condannato a 4 anni e 8 mesi per abusi sessuali a danno di una 13enne

Siracusa. Il Giudice dell’udienza preliminare Andrea Migneco ha pronunciato sentenza di condanna per il pastore di Cassibile Angelo Scimitti, 55 anni, dichiarandolo colpevole del reato di violenza sessuale ai danni di una ragazza di tredici anni. Il Gup Migneco, concedendo la diminuente di pena per il rito abbreviato e l’attenuante del fatto di lieve entità ritenuta equivalente alle aggravanti contestate, ha inflitto allo Scimitti la pena di anni quattro e mesi otto di reclusione. L’imputato, difeso dall’avvocato Alvise Troja, è stato anche condannato al risarcimento dei danni in favore della madre della bambina, che si è costituita parte civile in proprio e per conto della figlia. Le due parti civili sono state assistite dagli avvocati Maurizio De Benedictis e Maria Bonomo, che avevano condiviso le argomentazioni del rappresentante della pubblica accusa, sollecitando comunque il Gup Migneco a condannare l’imputato al risarcimento dei danni. In sede di requisitoria, il Pubblico Ministero Marco Dragonetti aveva chiesto la condanna di Angelo Scimitti alla pena di anni sette e mesi quattro di reclusione. Il difensore dell’imputato, avvocato Alvise Troja, aveva chiesto il giudizio abbreviato condizionato da una perizia psichiatrica ma, dopo il rigetto del Gup, ha ripiegato avanzando la richiesta di rito abbreviato secco. Con la celebrazione del processo, il difensore ha puntato ad ottenere l’attenuante del fatto di lieve entità ed è riuscito a spuntarla. La storia degli abusi sessuali è venuta a galla il 7 luglio dell’anno scorso allorquando i Carabinieri arrestarono Angelo Scimitti contro il quale la mamma della ragazza aveva presentato una denuncia. Era stata la vittima degli abusi a raccontare alla propria madre gli “strani giochi praticati dal pastore”. Così è venuto fuori che lo Scimitti, pastore senza fissa dimora e che aveva trovato ospitalità presso l’abitazione dei nonni della tredicenne, aveva tratto in inganno la bambina invitandola a giocare con lui. L’uomo, approfittando dell’innocenza della vittima, l’avrebbe abbracciata, le avrebbe palpeggiato i seni, l’avrebbe baciava e, sdraiandosi accanto a lei sul letto, le avrebbe toccato le cosce. Questi gli abusi sessuali commessi dall’orco e raccontati dalla vittima prima alla madre, poi ai Carabinieri e, successivamente, al giudice delle indagini preliminari nel corso dell’incidente probatorio. Sulla base delle circostanziate dichiarazioni accusatorie della tredicenne il Gup Andrea Migneco ha condannato il cinquantacinquenne Angelo Scimitti a quattro anni e otto mesi di carcere.

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