Innanzi al Gip Frau fa scena muta il poliziotto arrestato per aver fatto dei favori ad alcuni detenuti

Siracusa. Si è avvalso della facoltà di non rispondere l’agente della Polizia Penitenziaria Paolo Zagarella, 55 anni, arrestato dai Carabinieri della Stazione di Avola e dai suoi stessi colleghi in servizio nella Casa Circondariale di Cavadonna poichè accusato di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, peculato e false attestazioni. Il poliziotto, scortato dai suoi colleghi in servizio nella Casa Circondariale di Piazza Lanza, a Catania, è stato condotto alla presenza del Giudice delle indagini prelimninari Carla Frau, che ha emesso nei suoi confronti l’ordinanza di custodia in carcere, come richiesto dal procuratore aggiunto Fabio Scavone e dal sostituto procuratore Gaetano Bono, che ha diretto le indagini. Paolo Zagarella non ha avuto risparmiata l’umiliazione di arrivare al Palazzo di giustizia di Viale Santa Panagia con le manette ai polsi. I suoi colleghi sono stati zelanti e ligi al regolamento, ignorando che l’uomo che stavavano scortando fosse un agente della Polizia Penitenziaria, insomma uno di loro anche se nel giro di pochi giorni è passato da addetto alla vigilanza dei detenuti a recluso da vigilare. Comunque sia, Paolo Zagarella, quando è comparso innanzi al Gip Carla Frau gli ha immediatamente comunicato che la sua intenzione era quella di avvalersi della facoltà di non rispondere ad alcuna domanda. Ma, subito dopo, ha preannunciato che, non appena gli saranno consegnati gli atti d’accusa in possesso del Pubblico Ministero Gaetano Bono, sarà felicissimo di chiarire la sua posizione con il magistrato della Procura della Repubblica di Siracusa, che ha chiesto di farlo arrestare per i reati di corruzione, peculato e false attestazioni. Il Pubblico Ministero Gaetano Bono era presente in aula, per cui ha sentito con le proprie orecchie il proposito dell’agente della Polizia Penitenziaria di volerlo incontrare per rispondere a tutte le sue domande. All’udienza è intervenuto l’avvocato Sebastiano Troia, difensore dell’agente arrestato, il quale ritiene utile l’incontro del suo cliente con il magistrato della Procura per chiarire quali favori avrebbe fatto lo Zagarella ai compaesani di Avola detenuti a Cavadonna e se, come contropartita, avesse ricevuto del denaro oppure delle regalie, ovviamente non dai reclusi ma dalle loro famiglie. Al momento sulla vicenda dell’arresto del poliziotto Zagarella vige il massimo riserbo e fino a quando lui non si sottoporrà all’interrogatorio del Pubblico Ministero Gaetano Bono nessuno di coloro che sono a conoscenza dei fatti intende sbottonarsi. Una cosa è certa: agli atti sono depositate le conversazioni intercettate, all’interno della Casa Circondariale di Cavadonna, tra il poliziotto Paolo Zagarella e i detenuti avolesi, tra lo stesso poliziotto e i familiari dei reclusi che hanno ricevuto dei favori.

CONDIVIDI