Rimane in carcere l’augustano che con una pistola giocattolo aveva compiuto una rapina alle Poste

Augusta. E’ comparso innanzi al Giudice delle indagini preliminari Andrea Migneco, il trentaquattrenne Andrea Musumeci, figlio d’arte, poichè il padre, Pippo Musumeci, detto “mezzochilo”, era un noto esponente della malavita di Augusta, deceduto prematuramente per cirrosi epatica all’ospedale Muscatello alcuni anni fa. Il figlio, forse volendo emulare il padre, è stato ammanettato nella mattinata venerdì 21 giugno, dagli agenti del Commissariato di Augusta in quanto accusato di avere commesso una rapina alla filiale delle Poste sita in Via Lavaggi ove, poco prima dell’arrivo della Volante, aveva minacciato il cassiere con una pistola e si era impossessato della somma di 150 euro. Ma anzichè fare perdere le proprie tracce Andrea Musumeci si è appostato nei pressi dell’ufficio postale e ha seguito le fasi dell’arrivo della Volante della Polizia e quelle delle prime indagini, con l’interrogatorio del cassiere che il balordo – nulla a che vedere con suo padre – aveva rapinato. E ha pagato dazio. E sì, l’acume investigativo degli uomini del Commissariato ha consentito di individuare, nell’immediatezza del fatto, Andrea Musumeci, che, con fare sospetto, si aggirava ancora nelle vicinanze dell’Ufficio Postale. Lui, quando ha visto di essere stato scoperto, è fuggito ma è stato inseguito, bloccato e tratto in arresto dagli agenti, dopo aver opposto una strenua resistenza. A seguito di perquisizione personale, Andrea Musumeci è stato trovato in possesso di una scacciacani, tipo revolver, priva del tappo rosso, e 150 euro in contanti, poco prima asportati dall’Ufficio Postale.
Dopo gli adempimenti di legge, Andrea Musumeci è stato associato al carcere di Cavadonna.
Il Gip Andrea Migneco ha convalidato l’arresto di Andrea Musumeci, difeso dall’avvocato Raffaele Carrozza, e gli ha applicato la misura cautelare della custodia in carcere.

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