Diventa evangelista ma lui non la segue, arrivano alle botte: lei lo denuncia e la Polizia lo arresta

Siracusa. Anzichè convalidare gli arresti domiciliari il Giudice delle indagini preliminari Carla Frau ha deciso di applicare al siracusano Giuseppe Schifitto, 37 anni, la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla convivente dalla quale dovrà stare a non meno di cinquecento metri di distanza.
L’uomo, assistito dall’avvocato Giambattista Rizza, si è visto convalidare l’arresto operato nei suoi confronti dagli agenti delle Volanti per i reati di maltrattamenti in famiglia e violazione di domicilio, commessi nei confronti della sua ex convivente.
Secondo la Polizia di Stato la vicenda trae origine da una lunga storia di maltrattamenti e violenze a cui l’uomo ha sottoposto la donna dalla quale ha avuto due figli di sette e tre anni. Dopo dei guai con la giustizia, l’uomo ha cambiato radicalmente il comportamento con la sua convivente, probabilmente anche a causa del suo stato di tossicodipendenza e, diventato violento, causava a più riprese delle lesioni alla donna, in un primo momento non denunciate dalla stessa nella speranza che Giuseppe Schifitto cambiasse comportamento e si dedicasse alla sua famiglia. Purtroppo, la situazione invece peggiorava e la donna si decideva, nel maggio scorso, a denunciare l’uomo e a lasciarlo.
Lo Schifitti, non rassegnandosi alla fine della relazione amorosa, due notti addietro, trascorsa da poco la mezzanotte, si introduceva nell’abitazione della sua ex convivente con l’intenzione di attenderne il rientro a casa. La donna, insospettitasi, chiamava la Polizia, e gli agenti delle Volanti, prontamente intervenuti, dopo aver posto in sicurezza la donna, procedevano ad un attento controllo dell’abitazione e delle sue pertinenze. Tale attività permetteva di rintracciare l’uomo che si era nascosto in una casetta di gioco dei bambini, situata in un cortile adiacente. Al termine delle incombenze di rito, Giuseppe Schifitto è stato tratto in arresto, dopo aver opposto una strenua resistenza e minacciato ancora pesantemente la sua vittima.
Giuseppe Schifitto non ha negato le accuse di maltrattamenti ma si è difeso dicendo “Signora Giudice lei non sa quante volte ho preso pugni e schiaffi dalla mia ex, ma io non l’ho mai denunciata”. Schifitto, inoltre, ha dichiarato che tutti i problemi di buona convivenza sono cominciati da quando l’ex convivente si è convertita alla fede evangelista. “E pretendeva che anch’io abbracciassi la sua fede. Io, a differenza sua, sono un cattolico e non mi andava assolutamente di diventare un evangelista. Per questi motivi abbiamo cominciato a litigare e non siamo riusciti più a sopportarci vicendevolmente”. Il Gip Frau ha raccomandato allo Schifitti di osservare scrupolosamente la misura del divieto di avvicinamente, altrimenti corre il rischio di finire in carcere. Lui ha promesso che si terrà alla larga dalla casa dell’ex convivente e starà a distanza di chilometri dalla chiesa evangelista dove lei si reca a pregare.
Gli uomini dell’Ufficio Volanti, particolarmente preparati ad affrontare vicende così delicate, hanno azionato il “Protocollo Eva”, acronimo di Esame Violenze Agite: il progetto che ha codificato in linee guida le Best Practice per la gestione degli interventi legati alla violenza di genere in caso di primo intervento degli addetti al controllo del territorio, attraverso la elaborazione di una “Processing Card ” composta di schede che i poliziotti devono compilare ed inserire negli archivi informatici di polizia quando intervengono a seguito di segnalazione di violenza di genere.
La Questura di Siracusa ricorda a tutte le donne, vittime di violenze di genere, di rivolgersi immediatamente alla Polizia di Stato che interverrà tempestivamente evitando più gravi conseguenze.

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