L’on. Gennuso chiede il processo e revoca il patteggiamento: “Io, truffato da Amara e Calafiore”

Roma. Questa mattina, mercoledì 26 giugno, si sarebbe dovuto svolgere l’udienza preliminare per il rinvio a giudizio dei magistrati tratti in arresto in quanto accusati di essersi fatti corrompere dagli avvocati Piero Amara e Giuseppe Calafiore. Ma, a seguito di una richiesta del difensore dell’ex presidente del Consiglio di Giustizia Amministativo di Palermo, Raffaele de Lipsis, tesa ad ottenere un rinvio, l’udienza è stata annullata e nell’odierna giornata verrà comunicata la data in cui si terrà la nuova udienza preliminare. La Procura della Repubblica di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio dell’ex presidente del Consiglio di Giustizia Amministrativa di Palermo, Raffaele de Lipsis, del’ex consigliere della Corte dei Conti Luigi Pietro Maria Caruso, del giudice del Consiglio di Stato di Roma, Nicola Russo e del deputato regionale di Forza Italia, Giuseppe Gennuso. Gli ex giudici, oggi tutti in pensione, e l’ex deputato regionale sono accusati di corruzione in atti giudiziari. L’onorevole Pippo Gennuso, difeso dal professore Carlo Taormina, ha ufficializzato la decisione di revocare la sua iniziale ipotesi di patteggiare la pena di un anno e otto mesi di reclusione. Gennuso, che si ritiene truffato dagli avvocati Giuseppe Calafiore e Piero Amara, ha fatto sapere di avere già chiesto al Gup e alla Procura di Roma che si faccia il processo per dimostrare di non avere corrotto alcun giudice del Cga, ma di avere pagato la parcella agli avvocati Calafiore e Amara per l’attività legale svolta a suo favore allorquando ebbe a decidere di rivolgersi al Consiglio di Giustizia Amministrativa di Palermo contro la sua mancata elezione a Sala d’Ercole. “L’onorevole Pippo Sorbello – ha recentemente dichiarato l’onorevole Gennuso – mi confidò che Pippo Gianni, Alessandro Ferraro e l’avvocato Piero Amara stavano tramando un complotto ai miei danni per impedirmi di vincere il ricorso che avevo presentato per presunti brogli durante lo svolgimento delle elezioni regionali del 2012 e in particolar modo in alcune sezioni di Melilli”. L’onorevole Gennuso è accusato di avere corrotto, tramite gli avvocati Amara e Calafiore, il presidente del Cga di Palermo De Lipsis e il giudice laico professore Sebastiano Mineo, componente dello stesso Cga al fine di ottenere l’annullamento delle elezioni regionali del 2012 per entrare dalla “finestra” a Sala d’Ercole visto che per lui la porta principale si era chiusa in quanto al suo posto era risultato eletto l’onorevole Pippo Gianni, oggi sindaco di Priolo Gargallo. I giudici del Cga di Palermo indissero una mini tornata elettorale in alcune sezioni dei comuni di Rosolini e Pachino e riuscirono a favorire l’onorevole Gennuso che risultò il più votato. A rimetterci lo scranno all’Ars fu l’onorevole Pippo Gianni, che riportò pochi voti e quindi fu estromesso da Sala d’Ercole.

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