Il taccuino di Titta Rizza: ”Erano quattro amici al bar e volevano cambiare il mondo”

Siracusa. Erano quattro amici al bar Francesco Italia, Fabio Moschella, Giovanni Randazzo e Fabio Granata e volevano cambiare Siracusa.
E’ trascorso manco un anno e due dei quattro amici hanno buttato la spugna.
Giovanni Randazzo dal gran signore che è, in maniera soft; Fabio Moschella, politico sanguigno, sbattendo una mezza porta.
Sarà la mia professione, ma non sono abituato alla resa.
Se ne sono andati e non ci hanno spiegato i motivi del loro disimpegno.
Avevano l’obbligo prima morale e poi politico di farlo.
Si erano assunti il compito di cambiare questa nostra Siracusa ed invece hanno scelto la via del disimpegno per non dire della fuga.
Ma hanno l’obbligo di parlare chiaro e di spiegarci i motivi per i quali due persone per bene come loro hanno preferito di andarsene a casa.
Specialmente aveva obbligo di parlare Fabio Moschella che aveva la responsabilità del nuovo ospedale.
Lo aspettiamo da trenta anni, una spesa di 90 milioni euro è una boccata di ossigeno per la economia asfittica della nostra città, è un atto sul quale si è espresso la Città di Siracusa tramite i suoi consiglieri comunali, ed ad un tratto si annulla tutto perché una ed una sola persona, novello Arcangelo Gabriele, ci viene a dire che è tutto sbagliato e bisogna ricominciare daccapo.
Ma se non lo fa un politico di razza e di lungo mestiere come Fabio Moschella chi deve interpretare la cabala che sa tanto di un sistema collaudato ma che recentemente il Gup di Caltanissetta ha bollato con 14 anni di carcere?
Il percorso è breve e lo si può riassumere in poche righe:
1 ) Il consiglio Comunale di Siracusa sceglie finalmente l’area su cui edificare il nuovo ospedale.
2 ) A qualcuno questa scelta sta male.
3 ) Si muove allora il sindaco di Palazzolo che mobilita i sindaci della montagna, che protestano perché l’area scelta dai Consiglieri Comunali di Siracusa “sarebbe difficilmente raggiungibile dai loro paesi”; mi chiedo ma che era a Malta?
4 ) Raccoglie questo grido di dolore l’Asp di Siracusa che nomina un esperto.
5 ) Arriva da Palermo questo esperto titolato quasi quanto i chiarissimi cattedratici di Catania finiti sotto processo, e dichiara che i Consiglieri Comunali di Siracusa non hanno capito niente, che lui e lui soltanto è portatore di sapere divino e che l’Ospedale “non s’ha da farsi alla Pizzuta”.
Questa cabala, ce la dobbiamo interpretare noi da soli, che non abbiamo carte in mano, che non abbiamo avuto colloqui in alto loco sia a Siracusa sia a Palermo, oppure nel silenzio che sa di voluta e sapiente omissione del nostro beato sindaco, Fabio Moschella ha l’obbligo morale e politico di darci la sua interpretazione e di indicarci le strade da percorrere per non perdere altri trenta anni per la ricerca di una nuova area gradita ai signori di Siracusa e di Palermo?
Ma anche Giovanni Randazzo deve dirci la sua: deve darci la sua interpretazione del fatto che una città di 100 mila e passa abitanti che ha alle sue porte una grande zona industriale non riesce a trovare una fidejussione per iscrivere una gloriosa squadra di calcio qual è la squadra del Siracusa al campionato di serie C.
E’ perché siamo una città povera, talmente povera che nemmeno riesce a realizzare l’idea di Paolo Reale dell’azionariato popolare, oppure si è trattato di una dirigenza che non ha suscitato garanzie?
Carissimi Giovanni e Fabio, ve ne siete ritornate alle vostre brillantissime professioni ma chi difenderà il Consiglieri Comunali di Siracusa che rappresentano i centomila abitati di Siracusa dallo strappo e dalla umiliazione fatte da un solo soggetto che si è innestato in un sistema così pieno di ombre?
Titta Rizza

Post scriptum: per la cronaca.
Mi trovavo in un bar dello sport, qui di Siracusa, quando la TV ha comunicato la liberazione di capitano Carola.
Uno dei presenti, molto giovane, ha portato il braccio sinistro sull’avambraccio destro alzato a metà e nel mentre gli usciva dal petto: “Salvini suchiti du uova”, espressione che tradotta in lingua italiana significa: ”Salvini succhiati due uova”.
Non ne ho capito il significato; spero che qualcuno me lo spieghi
Titta Rizza

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