Operazione Eclipse: il Gup Lorenzetti deciderà il 17 luglio o il rinvio a giudizio o l’assoluzione

Catania. Viaggio a vuoto per gli avvocati Natale Vaccarisi, Antonino Campisi e Maria Caltabiano, che da Avola, dove risiedono, si sono recati al Tribunale di Catania per essere presenti alla lettura dell’ordinanza da parte del Giudice dell’udienza preliminare Luca Lorenzetti sul conto degli imputati coinvolti nell’operazione “Eclipse”, che per il Pubblico Ministero Alessandro Sorrentino vanno rinviati a giudizio, mentre per i tre penalisti vanno prosciolti in quanto non avrebbero commesso i reati a ciascuno contestati dalla Procura Distrettuale Antimafia. Ai penalisti è rimasto il bagno di sudore a causa del torrido caldo che soffiava a Catania non solo per il clima ma anche per il fuoco che ha avvolto la Plaja. Il Gup Luca Lorenzetti, infatti, è entrato in aula per comunicare il rinvio della lettura della sua ordinanza. I motivi? I concomitanti impegni di lavoro del giudice che non è stato in grado di leggere le carte processuali e stabilire la decisione da adottare nei confronti di Monica Campisi, Giuseppe Capozio Junior, Concetta Cavarra, Vincenzo Di Stefano, Paolo Liotta e del latitante Davide Nobile. il Gup Lorenzetti ha comunicato ai tre penalisti, al Pubblico Ministero Sorrentino e agli imputati presenti in aula che l’udienza del rinvio a giudizio o del proscioglimento si terrà il 17 lughlio prossimo, sempre con inzio alle ore 15.
Il processo scaturito dall’operazione antimafia e antidroga denominata “Eclipse” è stato diviso in due fascicoli. Per Monica Campisi, Giuseppe Capozio Junior, Concetta Cavarra, Vincenzo Di Stefano, Paolo Liotta e per l’irreperibile Davide Nobile il processo si svolgerà con rito ordinario nel caso in cui il Gup dovesse rinviarli a giudizio e si terrà innanzi al Tribunale di Siracusa. Invece, per gli avolesi Sebastiano Amore, Giovanni Di Maria, Corrado Lazzaro, Paolo Nastasi, Giuseppe Tiralongo, Corrado Vaccarella e Gianluca Vaccarisi, che hanno chiesto di essere giudicati con rito abbreviato, il processo si svolgerà innanzi al Gup Luca Lorenzetti, alla prossima udienza del 25 settembre. E si celebrerà al Tribunale di Catania.
Prima delle scelte fatte dagli imputati, dai Carabinieri della Compagnia di Noto e dai loro colleghi della Stazione di Avola vennero arrestati Sebastiano Amore, 38 anni, attualmente detenuto nel carcere di Cavadonna, difeso dall’avvocato Natale Vaccarisi; Monica Campisi, 32 anni, agli arresti domiciliari, assistita dagli avvocati Natale Vaccarisi e Antonino Campisi; Giuseppe Junior Capozio, 33 anni, detenuto a Cavadonna, difeso dall’avvocato Antonino Campisi; Concetta Cavarra, 34 anni, agli arresti domiciliari, difesa dagli avvocati Antonino Campisi e Natale Vaccarisi; Vincenzo Di Stefano, 27 anni, agli arresti domiciliari, difeso dall’avvocato Natale Vaccarisi; Giovanni Di Maria, 31 anni, detenuto nel carcere di Piazza Lanza di Catania, difeso dagli avvocati Natale Vaccarisi e Antonino Campisi; Corrado Lazzaro, 33 anni, detenuto nella Casa Circondariale di Bicocca di Catania, assistito dall’avvocato Antonino Campisi; Paolo Liotta, 38 anni, difeso dagli avvocati Antonino Campisi e Natale Vaccarisi; mentre era sfuggito alla cattura Davide Nobile, 37 anni, che risulta latitante dall’8 marzo 2019, difeso dall’avvocato Maria Caltabiano.
Nell’elenco non figura più l’avolese Giuseppe Bianca, 35 anni, al quale il Tribunale del Riesame il 6 febbraio scorso aveva annullato l’ordinanza cautelare di custodia in carcere per assoluta carenza degli indizi. Il Bianca, assistito dall’avvocato Natale Vaccarisi, dopo aver trascorso 19 giorni in carcere, è ritornato in libertà grazie al provvedimento del Riesame di Catania.
Le accuse vanno dall’associazione a delinquere di stampo mafioso (il reato viene contestato a Giuseppe Capozio, Paolo Zuppardo Vincenzo Di Stefano) alla tentata estorsione ai danni di Vincenzo Guglielmino, titolare della EF Servizi Ecologici srl, padre del legale rappresentante della GV Servizi Ambientali srl, società quest’ultima che gestisce la raccolta dei rifiuti nel Comune di Rosolini, cui il Capozio – in concorso con Paolo Zuppardo e Vincenzo Di Stefano – cercò di costringerlo ad assumere diverse unità di personale da loro indicate e a dare la buonuscita a Paolo Piccione, trasferito dalla sede di Rosolini a quella di Avola. Inoltre Zuppardo e Capozio debbono rispondere di minacce rivolte a Vincenzo Guglielmino, dicendo ad Alfredo Grasso, responsabile dei servizi di Ecologia di Rosolini: “Ma non è che può fare il finto tonto con me Guglielmino, hai capito?”; “A me può mandare le persone migliori… non ti arrabbiare, a me proprio me la succhiano; e poi a quelli che mi deve mandare, me li deve mandare buoni, ti saluto”. “Quando ad Avola succede qualcosa io so tutto”. Vincenzo Di Stefano deve dare conto dell’accusa di avere appiccato il fuoco ad una macchina bobcat di proprietà della GV Servizi Ambientali srl, ad un’auto Fiat Punto di proprietà di Anna Fiorenza, moglie di Alfredo Grasso e ad un autocarro Fiat di proprietà del Comune di Rosolini.
Paolo Zuppardo, Giuseppe Junior Capozio, Corrado Lazzaro, Corrado Vacarella, Monica Campisi, Giuseppe Tiralongo, Gianluca Vaccarisi, Paolo Nastasi, Sebastiano Amore, Concetta Cavarra, Giovanni Di Maria debbono rispondere di associazione finalizzata al traffico degli stupefacenti e di associazione a delinquere di stampo mafioso.
Inoltre Zuppardo, Monica Campisi, Capozio e Lazzaro sono chiamati a rispondere del reato di cui all’articolo 73 della legge sugli stupefacenti e di associazione di stampo mafioso.
A Paolo Zuppardo viene contestato il reato di minacce gravi contro il sindaco di Avola, Luca Cannata, al quale gliele ha rivolte mediante un post pubblicato su Facebook il 25 marzo 2017. “Ti prometto il giorno che ti dimetti sarai il primo che manderò in ospedale. Lo giuro davanti a tutti”.
Il sindaco Cannata e il giornalista Borrometi si sono costituiti parte civile contro gli imputati.

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