Inflitti 4 anni e 6 mesi al 28enne che ha esploso un colpo di pistola contro l’auto dell’ex fidanzata

Siracusa. A conclusione del processo, celebrato con rito abbreviato, il Giudice delle indagini preliminari Salvatore Palmeri ha pronunciato sentenza di condanna nei confronti del ventinovenne Antonino Fortezza, accusato di stalking, minacce gravi, danneggiamento dell’auto di proprietà dell’ex fidanzata Leken Muscatello, esplodendo un colpo di pistola contro la fiancata in quanto la macchina era parcheggiata sotto l’abitazione del nuovo fidanzato della ragazza, lesioni personali ai danni della ragazza, che riempiva di botte fino a farla svenire, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali ai danni del maresciallo Antonio Cappuccio, detenzione e porto di pistola calibro 7,65. I fatti si sono verificati dal mese di febbraio all’8 aprile corrente anno, a Siracusa, e precisamente in Via Algeri.
Il Gip Palmeri ha inflitto la pena di quattro anni e sei mesi di reclusione, concedendo la diminuente della pena prevista dal rito abbreviato. Ben più pesante la richiesta di condanna avanzata dal Pubblico Ministero Sefano Priolo, che, a conclusione della requisitoria, aveva chiesto la condanna del Fortezza a nove anni di reclusione. Per l’affermazione della penale responsabilità di Antonino Fortezza, tuttora detenuto anche per detenzione di un ingente quantitativo di sostanza stupefacente, si sono pronunciate le avvocatesse Ester Malvagna e Daniela La Runa, rispettivamente legali del Centro antiviolenza Ipazia la prima e dell’ex fidanzata dell’imputato, la seconda che del Centro è la presidente. I legali delle parti civili hanno chiesto la condanna di Antonino Fortezza al risarcimento dei danni e al pagamento di una provvisionale. Le loro richieste sono state accolte al novantacinque per cento, ma il Gip Palmeri non ha accolto la richiesta della provvisionale.
Per l’imputato ha parlato l’avvocato Junio Celesti, che, a fronte del lungo elenco di capi d’imputazione contestati al suo cliente, aveva chiesto il minimo della pena e la concessione della diminuente prevista dal rito.
Antonino Fortezza venne tratto in arresto lunedì 8 aprile scorso, dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Siracusa, a seguito della denuncia sporta da una giovane donna che riferiva di essere stata malmenata in via Algeri dall’ex fidanzato in quanto gli aveva contestato il gesto intimidatorio da lui commesso, consistito nell’aver esploso un colpo di pistola contro la propria autovettura parcheggiata nei pressi dell’abitazione del suo nuovo fidanzato, tale Corrado Motta. Il Fortezza, che non aveva digerito la decisione della ragazza di scaricarlo e di allacciare la nuova relazione sentimentale con il Motta, aggrediva l’ex fidanzata e la colpiva ripetutamente con dei violenti schiaffi al volto, fino a farle perdere i sensi. Successivamente, non sazio dei danni arrecati alla persona offesa, il Fortezza si recava nel posto di lavoro della donna e riprendeva a picchiarla, riuscendo a gettarla per terra e, nonostante Leken Muscatello non fosse nelle condizioni di approntare una difesa, lesferrava un violentissimo calcio e minacciava di bruciarle la macchina. A seguito della denuncia della ragazza, i Carabinieri si recavano presso l’abitazione del Fortezza, poco distante da quella della vittima, ma lo stesso alla vista dei militari, impossessatosi di uno scooter, tentava di darsi alla fuga investendo il maresciallo Antonio Cappuccio, al quale provocava solo lievi lesioni. A seguito delle immediate e pressanti ricerche poste in atto dai militari, il Fortezza, si consegnava poco dopo accompagnato dal legale di fiducia, presso gli uffici della caserma di viale Tica. Le ulteriori indagini poste in essere dai Carabinieri del Nucleo Investigativo, permettevano di appurare come lo stesso, non accettando la fine della storia sentimentale con la donna, si fosse reso responsabile, negli ultimi tempi, di una serie di reiterati episodi di minaccia, maltrattamenti ed atti intimidatori posti in atto nei confronti della ex fidanzata che, dopo il duplice pestaggio, era dovuta ricorrere alle cure dei sanitari dell’ospedale Umberto I, dopo che era stata fisicamente aggredita dal Fortezza a seguito dell’ennesimo confronto verbale nato tra i due. Inoltre, i militari dell’Arma, a seguito di perquisizione domiciliare, rinvenivano una pistola Beretta calibro 9 corto con matricola abrasa, che l’uomo ammetteva di detenere illegalmente presso la propria abitazione. L’uomo pertanto, dichiarato in arresto per atti persecutori, lesioni personali, resistenza e violenza a pubblico ufficiale, danneggiamento e detenzione illegale di arma clandestina, nella nottata dell’8 aprile è stato tradotto presso la Casa circondariale di Cavadonna, dove sta soggiornando anche oggi 11 luglio 2019.

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