Il Gip Frau infligge 5 anni e 4 mesi a uno dei parcheggiatori accusati del rogo dell’auto di Garozzo

Siracusa. Mentre innanzi al Collegio Penale del Venerdì (presidente, Salvatore Pappalardo; a latere, Antonio Dami e Federica Piccione) vanno avanti le udienze del processo che si celebra con rito ordinario nei confronti dei posteggiatori abusivi Francesco Mollica, 36 anni, Salvatore Urso, 59 anni, e Lucia Urso, 38 anni, accusati di due tentativi di estorsione posti in essere ai danni dell’ex sindaco di Siracusa, Giancarlo Garozzo e dell’assessore alla Mobilità e ai Trasporti, Salvatore Piccione, innanzi al Giudice delle indagini preliminari Carla Frau si è svolto il processo, con rito abbreviato, a carico di Andrea Amato, 37 anni, difeso dall’avvocato Matilde Lipari. Andrea Amato, che è stato per un tratto di strada alla sbarra assieme ai coimputati Mollica, Salvatore Urso e Lucia Urso, questi ultimi tre assistiti dall’avvocato Junio Celesti, quando sono state depositate le trascrizioni delle intercettazioni ambientali e telefoniche ed è venuto fuori che lui accusava il Mollica e i due Urso, ha scelto la strada del processo con rito abbreviato, sperando di riportare una sentenza benevola se non addirittura di assoluzione. Separata la sua posizione da quella degli altri tre imputati, per Andrea Amato è stato disposto che si celebrasse con il rito abbreviato innanzi al Gip Carla Frau il processo per rispondere delle due ipotesi di estorsioni e dell’attentato incendiario della macchina di proprietà della moglie dell’ex sindaco Giancarlo Garozzo. Secondo il maresciallo dei Carabinieri Antonio Cappuccio, l’auto della moglie di Garozzo non l’avrebbero bruciata i parcheggiatori, ma Alex Baio. Riguardo alle due tentate estorsioni, il maresciallo Cappuccio ha riferito che i tre componenti della famiglia Urso-Mollica e l’Amato avrebbero minacciato e sottoposto a pressioni psicologiche il sindaco Garozzo e l’assessore Piccione nell’intento di poter esercitare illegalmente l’attività di posteggiatori in alcune zone della città. I tre uomini pretendevano che sindaco e assessore chiudessero non uno ma entrambi gli occhi e li lasciassero svolgere l’attività lavorativa senza essere perseguiti dalla Polizia Municipale.
Questi gli elementi che sono stati dibattuti nel corso del processo celebrato con rito abbreviato innanzi al Gip Carla Grau. Il Pubblico Ministero Stefano Priolo, al termine della requisitoria, ha chiesto la condanna di Andrea Amato per tutti i reati a lui contestati nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere e ha sollecitato il Gip ad infliggergli la pena di otto anni di reclusione e ottomila euro di multa. L’avvocato Matilde Lipari ha chiesto il minimo della pena e l’assoluzione del suo cliente dall’accusa di incendio doloso dell’auto di proprietà della moglie dell’ex sindaco Giancarlo Garozzo, che tra l’altro non si è costituito parte civile. E il Gip Frau ha accolto la richiesta del difensore. Infatti ha condannato Andrea Amato alla pena di cinque anni e quattro mesi di reclusione. Lo stesso Gip ha fissato in novanta giorni il deposito della motivazione della sentenza.

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