Operazione antidroga Bronx: è uscita la sentenza: che botta per 16 imputati, va bene solo ai pentiti Manuel Gallaro e Mattia Greco

Catania. Il Giudice delle indagini preliminari Simona Ragazzi, poco prima delle ore 13 di oggi, venerdì 12 luglio, ha pronunciato la sentenzaa nei confronti dei diciotto trafficanti di droga coinvolti nell’operazione denominata Bronx. I numeri sono impressionanti, tali da far pensare che il Gip sia incorso in un errore matematico, non avendo applicato l’articolo 66 codice penale, che afferma che la pena temporanea non può superarfe i trent’anni di reclusione. A questa pena va tolto il terzo per cui si scende a vent’anni di reclusione. Per cui la sentenza della Gip Ragazzi è andata ben al di là avendo inflitto a Francesco Capodieci 23 anni e otto mesi di reclusione, a Riccardo Di Falco 23 anni e sei mesi di reclusione, a Giancarlo De Benedictis 22 anni e quattro mesi di reclusione. Per la restante parte degli imputati la sentenza ci può stare, ma, trattandosi di un processo celebrato con il rito abbreviato, si tratta di pene eccessivamente pesanti. La Gip Simona Ragazzi ha, infatti, inflitto a Salvatore Aimone, Cristian Lanteri, Giuseppe Lauretta e Giulio Spicuglia la pena di quattordici anni e dieci mesi di reclusione ciascuno. E ancora. A Ignazio Maltese ha inflitto dieci anni e otto mesi di reclusione, a Salvatore Aparo, Carmelo Bianca, Carmelo Di Natale, Simone Di Stefano, Salvatore Grancagnolo, Gianpaolo Mazzeo, Carmelo Rendis e Corrado Rizza ha inflitto la pena di nove anni di reclusione ciascuno. Infine, ai due pentiti Manuel Gallaro e Mattia Greco ha irrogato la pena di quattro anni di reclusione ciascuno. Per loro fortuna, i tre trafficanti di droga bastonati con pene superiori ai 20 anni, si sono visti riconoscere dal Gip Ragazzi la continuazione per cui la condanna di Capodieci, Di Falco e De Benedictis va ridotto dai sette agli otto anni. Il Gip Ragazzi, infine, ha condannato tutti gli imputati alla libertà vigilata per un periodo di tre anni, cui saranno sottoposti quando avranno cessato di espiare la pena della reclusione.
Il Gip Simona Ragazzi è andata ben al di là delle richieste di condanna avanzate, in sede di requisitoria, dal Pubblico Ministero Alessandro La Rosa, sostituto procuratore alla Procura Distrettuale Antimafia di Catania. Il rappresentante della pubblica accusa, nel corso del suo intervento, si è pronunciato per l’affermazione della penale responsabilità di tutti gli imputati chiamati a rispondere di traffico di droga e di associazione armata. Dopo aver illustrato la propria requisitoria il magistrato della DDA di Catania ha chiesto alla Gup Simona Ragazzi di condannare Salvatore Aimone a dieci anni di reclusione; Salvatore Aparo a otto anni; Carmelo Bianca a otto anni e otto mesi di carcere; Francesco Capodieci a diciotto anni e otto mesi; Giancarlo De Benedictis a diciotto anni; Riccardo Di Falco a vent’anni di reclusione; Carmelo Di Natale a otto anni; Simone Di Stefano a otto anni; l’ex pentito Manuel Gallaro a quattro anni di reclusione; Salvatore Grancagnolo a otto anni e otto mesi; il pentito Mattia Greco a quattro anni di reclusione; Cristian Lantieri a undici anni e otto mesi; Giuseppe Lauretta a dieci anni; Ignazio Maltese a dieci anni; Gianpaolo Mazzei, Carmelo Rendis a nove anni e quattro mesi; Corrado Rizza a otto anni e Giulio Spicuglia a dieci anni di reclusione.
Dall’elenco degli imputati è stato depennato il nome di Sebastiano Capodieci, difeso dall’avvocato Sebastiano Troia, l’unico a non avere chiesto il giudizio con rito abbreviato.
I diciotto imputati arrestati nell’ambito dell’operazione antidroga “Bronx” hanno scelto di essere giudicati con il rito abbreviato nella prospettiva che in caso di condanna potessero usufruire di uno sconto di pena che la legge riconosce a coloro che consentono di far celebrare un processo celere e sbrigativo rispetto ai tempi del processo ordinario. All’inizio la richiesta del processo con rito abbreviato era stata avanzata soltano da Carmelo Bianca, 27 anni, dal pentito Mattia Greco, 24 anni, Carmelo Rendis, 34 anni, Ignazio Maltese, 30 anni, Salvatore Aparo, 25 anni e Christian Lantieri.
Successivamente si sono aggregati Simone Di Stefano, 25 anni, Francesco Capodieci, 66 anni, Giampaolo Mazzeo, 43 anni, Corrado Rizza, 36 anni, Giulio Spicuglia, 60 anni, Salvatore Grancagnolo, 45 anni, Carmelo Di Natale, 44 anni, Francesco Salemi, 51 anni, Francesco Campailla, 46 anni, nonchè Riccardo Di Falco, Salvatore Aimone e Giancarlo De Benedictis.
Per gli imputati Capodieci, De Benedictis, Di Falco e Aimone il Pubblico Ministero La Rosa ha chiesto la loro condanna a una pena sproporzionata rispetto agli altri ma ha spiegato di averla auspicata a titolo di continuazione con la pena che questi quattro trafficanti di droga hanno riportato nell’ambito dell’operazione antidodroga denominata “Whack”, nell’ambito della quale hanno avuto inflitti sei anni di reclusione ciascuno. A questa pena vanno tolti ulteriori condanne nel limite da uno a due anni o come fungibilità.
Gli avvocati Matilde Lipari, Giorgio D’Angelo, Giambattista Rizza, Domenico Mignosa, Sebastiano Troia, Stefano Rametta, Antonio Lo Iacono, Junio Celesti, Carmine Aloia, a conclusione delle rispettive arringhe, hanno chiesto l’assoluzione o in subordine una condanna a una mite pena; mentre l’avvocato Concetta Gallo, per i due collaboratori di giustizia, aveva sollecitato il minimo della pena e il riconoscimento della speciale attenuante prevista per i collaboranti.
Come si è già detto, tutti debbono rispondere di associazione finalizzata al traffico delle sostanze stupefacenti e di associazione armata, reato questo contestato a seguito dell’attentato posto in essere contro l’ex pentito Manuel Gallaro da parte di Carmelo Bianca e di Mattia Greco, che sono stati già giudicati per i colpi di pistola esplosi contro il collaborante che era affacciato al balcone della propria abitazione e condannati rispettivamente a quattro e tre anni di reclusione dal Gup Michele Consiglio.
L’operazione antidroga denominata “Bronx” fu eseguita dai Carabinieri all’alba di martedì 20 febbraio 2018. Intorno alle ore 4, un centinaio di Carabinieri a terra con l’appoggio di un elicottero in cielo, eseguiva l’ordinanza cautelare emessa dal Gip Pezzino su richiesta dei Pubblici Ministeri della Direzione Distrettuale Antimafia etnea Alessandro La Rosa e Alessandro Sorrentino.
Anche per questa operazione antidroga determinanti sono risultate le dichiarazioni di alcuni pentiti, ma soprattutto particolarmente devastanti per alcuni imputati sono risultate le chiamate in correità del pentito Mattia Greco.

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