Blitz “Aretusa”: disposti gli arresti domiciliari per Agostino Urso e Gianfranco Bottaro

Siracusa. Aspettando l’udienza di lunedì prossimo 22 luglio, alla quale dovrebbe partecipare Franco Satornino, 64 anni, nuovo pentito della storia della mafia della provincia di Siracusa, i giudici del Collegio giudicante (presidente; Antonella Coniglio; a latere, Giuliana Catalano e Liborio Mazziotta) hanno deciso di concedere ii beneficio degli arresti domiciliari a due nipoti di Gianfranco Urso, figlio del defunto fondatore dell’omonimo clan mafioso poi, in seguito alla sua morte, avvenuta per mano di tre killer del clan Nardo di Lentini, all’interno del lido Sayonara il 28 giugno 1992, ribattezzato col nome di clan “Bottaro-Attanasio”. I giudici hanno accolto la richiesta presentata dall’avvocato Giorgio D’Angelo e con sette giorni di anticipo rispetto all’udienza in cui verrà ripreso il processo scaturito dall’operazione antidroga denominata “Aretusa”, che si terrà appunto il 22 luglio prossimo, hanno fatto notificare ai detenuti Agostino Urso e Gianfranco Bottaro l’ordinanza con la quale la misura cautelare della custodia in carcere è stata sostituita con quella meno afflittiva degli arresti domiciliari.
Agostino Urso e Gianfranco Bottaro il 22 luglio saranno regolarmente presenti in aula, ma seguiranno il processo accanto al loro difensore di fiducia, avvocato Giorgio D’Angelo, e non più dall’interno delle gabbie di vetro.
In videoconferenza, salvo ripensamenti, si dovrebbe collegare con l’aula di Corte d’Assise il neo pentito Franco Satornino, che, a prescindere del suo nuovo status di collaboratore della giustizia, deve rispondere di traffico di sostanze stupefacenti con l’aggravante di essere stato il promotore del gruppo da lui fondato e diretto. Per cui è suo interesse seguire le fasi del processo che si svolge innanzi ai giudici del Tribunale del lunedì e che fino a un mese fa ha seguito da dentro le gabbie di vetro. Infine è stata confermata la notizia che a convincere Franco Satornino a collaborare con la giustizia è stato il ragioniere Rosario Piccione, ex componente del clan mafioso “Bottaro-Attanasio”. I due, a quanto è dato sapere, hanno intrattenuto uno scambio di lettere da quando Franco Satornino è stato tradotto dalla Casa Circondariale di Cavadonna al carcere di Bicocca, a Catania. Sicuramente nelle prossime settimane si saprà qualcosa delle prime dichiarazioni rese da Franco Satornino ai magistrati della Procura Distrettuale Antimafia, Alessandro La Rosa e Alessandro Sorrentino. Iniziando a collaborare con la giustizia, Franco Satornino ha revocato l’incarico difensivo agli avvocati Junio Celesti e Luca Brandino e ha nominato proprio legale l’avvocata Carmela Barbera, che difende sempre e soltanto pentiti di mafia.

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