Ai domiciliari presunta piromane di 50 anni “arrestata” da un’altra donna, ma il Gip l’ha liberata

Villasmundo. La psicosi degli incendi che stanno distruggendo chilometri e chilometri di macchia mediterranea sta inducendo alcune persone a vestire i panni degli uomini in divisa. Dopo l’arresto di un maresciallo della Guardia di Finanza in pensione operato ai suoi danni da tre pastori di Priolo Gargallo, adesso si registra un nuovo arresto in flagranza di reato di una casalinga di Augusta, che, secondo la donna che l’ha bloccata e costretta a non uscire dalla propria abitazione, avrebbe poco prima acceso il fuoco ad una piantagione, in contrada Insito, territorio tra Villasmunto e Augusta. La donna che ha indossato i panni delle forze dell’ordine, dopo aver intimato alla presunta piromane di chiudersi dentro la propria abitazione, ha poi telefonato alla Stazione Carabinieri di Villasmundo, chiedendo l’invio di una pattuglia. Giunti sul posto i militari hanno ricevuto in consegna la presunta piromane e le hanno messo ai polsi le manette, accusandola di avere innescato un incendio doloso. Le fiamme, anche alimentate dal vento, si sono propagate e avrebbero bruciato piante per alcuni chilometri. Solo grazie alla immediatezza dell’intervento – dicono i Carabinieri della Stazione di Villasmundo – si sono scongiurati danni maggiori, in quanto le fiamme, spente dai Vigili del Fuoco di Augusta, prontamente intervenuti, hanno distrutto circa 5.000 metri di vegetazione spontanea lambendo casolari ed abitazioni. Le risultanze investigative, aggiungono i Carabinieri, hanno permesso ai militari di arrestare, in flagranza, la donna di Augusta, della quale non sono state fornite le generalità, ad eccezione dell’età: 50 anni. La donna, su disposizione del Pubblico Ministero di turno presso la Procura della Repubblica di Siracusa, Marco Dragonetti, è stata posta agli arresti domiciliari presso la propria abitazione di Augusta. Condotta a Palazzo di Giustizia, la presunta piromane è comparsa innanzi al Giudice delle indagini preliminari Carmen Scapellato e ha risposto alle domande. L’indagata, assistita dall’avvocato Salvatore Terrone, ha respinto gli addebiti e ha fornito una versione diametralmente opposta a quella sottoscritta dalla donna che l’aveva bloccata e costretta a rinchiudersi all’interno della sua abitazione fino all’arrivo dei Carabinieri. Il Pubblico Ministero Dragonetti ha chiesto la convalida dell’arresto e l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, mentre l’avvocato Terrone ha chiesto la revocs degli arresti in casa disposti contro la sua cliente dal magistrato della Procura. E il Gip ha accolto la sua richiesta. Infatti, il Gip Scapellato ha convalidato l’arresto ma ha ordinato delle suppletive indagini per chiarire l’effettivo ruolo avuto dalla cinquantenne nell’incendio scoppiato in contrada Insito. D’altra parte, come sottolineato anche dai Carabinieri nel loro rapporto, alla casalinga non sono stati trovati nè addosso nè dentro la casa accendini nè scatole di fiammiferi, per cui cui non si riesce a comprendere come avesse potuto accendere il focolaio d’incendio. Alla luce dei dubbi emersi sul conto dell’arrestata, il Gip Scapellato ha revocato gli arresti domiciliari e non ha applicato alcuna misura cautelare alla cinquantenne “arrestata” da un’altra donna.

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