Attanasio si salva per il rotto della cuffia: restituiti tv, fornellino, armadio con ante e specchio per mancanza di motivazione

Torino. I giudici del Tribunale di Sorveglianza di Torino (presidente, Giuseppe Cocilovo; magistrato di sorveglianza, Alessandro D’Altilia; esperti, Paola Amasio e Federica Gallo), hanno depositato l’ordinanza in relazione al reclamo proposto dal boss siracusano Alessio Attanasio, 49 anni, avverso l’applicazione della sorveglianza particolare per la durata di sei mesi decisa nei suoi confrontri dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. Il Collegio ha rigettato il reclamo di Attanasio in ordine alla sua richiesta di ritenere illegittimo il provvedimento disciplinare adottato nei suoi confronti, ma ha accolto la sua richiesta subordinata di ritenere illegittime le restrizioni in quanto non supportate da idonee motivazioni.
Il Collegio ha preso atto che a fronte del provvedimento sanzionatorio adottato il Dap ha elencato tutte le violazioni commesse da Alessio Attanasio, dal 7 dicembre 2018 al 2 aprile 2019. E precisamente, nel corso del 2018, Attanasio è stato sanzionato perchè: a) Conversava con un altro detenuto appartenente a diverso gruppo di socialità e proferiva frasi offensive nei confronti dell’Ispettore di Polizia penitenziaria cordinatore del reparto (7 novembre); b) batteva contro l’inferriata (13 e 14 novembre); c) batteva contro il blindo per solidarietà verso un’analoga protesta di un altro detenuto (27 novembre); d) batteva contro il blindo per protesta contro l’ispettore del reparto (28 e 29 novembre); e) batteva contro il blindo per non avere ricevuto dei cd (2 dicembre); f) cercava di far pervenire un manoscritto ad altro detenuto ristretto nel reparto (12 dicembre). Nel corso del 2019, Attanasio veniva sanzionato diverse volte e precisamente perchè 1) apostrofava con il termine “idiota” l’ispettore del reparto (7 febbraio); 2) batteva contro le inferriate senza spiegare il motivo (12 febbraio); 3) conversava dalla finestra con detenuti allocati al piano inferiore (13 febbraio); 4) si rifiutava di rimuovere indumenti posti sulle inferriate delle finestre (17 febbraio); 5) conversava con detenuti appartenenti a diversi gruppi di socialità (21 febbraio); 6) assumeva comportamento offensivo e minaccioso nei confronti di un appartenente alla Polizia penitenziaria apostrofandolo con il termine “vigliacco” ed affermando di essere a conoscenza del suo nome. Tali affermazioni venivano esternate a voce alta con l’intenzione di farsi ascoltare dagli altri ristretti (7 marzo); 7) offendeva personale della Polizia penitenziaria durante un controllo sugli effetti personali prima dell’ingresso nella sala socialità (9 marzo); 8) portava all’interno della camera di pernottamento dei cd musicali pur non essendo autorizzato (10 marzo); 9) si rifiutava di rimuovere indumenti posti sulle inferriate della finestra così ostacolando l’ordinario controllo (12 e 13 marzo); 10) promuoveva e partecipava , unitamente a detenuti appartenenti a diverso gruppi sociali, ad una manifestazione di protesta, consistita nella battitura delle inferriate (quotidianamente dal 23 marzo in poi); 11) passava un documento ad altro detenuto (30 marzo); 12) conversava con un detenuto appartenente ad un diverso gruppo di socialità (2 aprile). Il Collegio ritiene appropriata la definizione del Dap sui comportamenti del detenuto siracusano. Ad avviso del Dap, infatti, “i comportamenti sopra descritti denotano palesemente l’indole intemperante di Attanasio, la sua rottosità alle regole intramurarie che presiedono alla ordinanza convivenza, nonchè la tendenza ad instaurare un modus operandi che richiama le modalità operative della criminalità organizzata, quale monito per gli altri detenuti ristretti nella Sezione 41 bis per affermare in maniera autoritaria il suo spessore criminale”. Per cui, il Collegio ha rigettato la richiesta di Attanasio. Per i giudici Attanasio, pur non avendo mai posto in essere azioni di tipo violento, ha tuttavia reiteramente violato le regole connesse al regime del 41 bis (per esempio, parlando con detenuti non appartenenti al medesimo gruppo di socialità; passando loro manoscritti e utilizzando epiteti offensivi nei confronti del personale di polizia penitenziaria; ha effettuato più volte proteste, pur pacifiche, di battere delle sbarre, al fine di condizionare l’operato dell’amministrzione penitenziaria e di ottenere il riconoscimento per le proprie proteste). Sicchè, i giudici affermano “il presupposto applicativo del provvedimento appare condivisibile atteso che l’Attanasio, indipendentemeno dalla fondatezza o meno delle sue pretese, è un soggetto che tende a coinvolgere i detenuti appartenenti alla medesima sezione in una ottica di sistematica opposizione all’operato dell’amministrazione penitenziaria in questa maniera compromettendo l’ordine e la sicurezza dell’istituto penitenziario”. Attanasio, come laureando in Giurisprudenza, aveva tenuto in debito conto un eventuale rigetto del suo reclamo, tant’è vero che ha avanzato, a quella principale, una richiesta subordinata chiedendo che venissero disapplicate le disposizioni sanzionatorie per assoluta carenza di motivazioni. E il Tribunale di Sorveglianza di Torino si è trovato in sintonia con Alessio Attanasio chiedendo che c’entra con la sicurezza e l’ordine dell’istituto togliere al detenuto il fornellino, la tv, lo specchio e i sovrammobili? Ovvero, il Dap poteva benissimo disporre di estromettere dalla camera detentiva dell’Attanasio questi oggetti ma aveva il dovere di fornire adeguata motivazione. Non l’ha fatto e il Tribunale di Sorveglianza di Torino, accogliendo questa parte del reclamo scritto da Alessio Attanasio, ha ordinato alla Direzione della Casa Circondariale di Cuneo di restituire ai detenuto il televisore, il fornellino individuale, l’armadio con le ante ed ogni altro sovrammobile sottratto dalla cella.
Tutto sommato è andata bene ad Alessio Attanasio, visto che lui aveva presentato reclamo contro la estromissione dalla sua cella di questi oggetti perchè il Dap, nel disporre il provvedimento, non aveva fatto seguire le motivazioni sia sulla chiusura del blindo 24 ore su 24, sia sulla “espulsione” dalla camera detentiva, della tv, della radio, dell’armadio con le ante, del fornellino individuale e dello specchio. Sul blindo Attanasio ha inviato reclamo al Magistrato di Sorveglianza di Cuneo, che, in accoglimento delle sue lagnanze, ha ordinato alla Direzione della Casa Circondariale di Cuneo di riaprire il blindo. Per quanto riguarda le singole esclusioni dalla cella degli oggetti d’arredo, la competenza è del Tribunale di Sorveglianza, che, dopo aver sentito le parti il 25 giugno scorso, ha ora reso nota la propria decisione tutto sommato favorevole al detenuto siracusano. Al quale è stato dato comunque l’avvertimento di cambiare comportamenti per non essere sottoposto alla misura punitiva della sorveglianza particolare.

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