Calunnia e simulazione di reato, Alfredo Sapienza sottoposto a 3 ore di interrogatorio dal Pm Grillo

Siracusa. E’ durato tre ore l’interrogatorio di Alfredo Sapienza. accusato assieme a Concetta Rita Frontino, di concorso in calunnia e simulazione di reato nei confronti di Salvina Calà, amministratrice della società MVM Srl. L’interrogatorio di Concetta Rita Frontino non si è svolto per difetto di notifica dell’avviso a comparire innanzi al Pubblico Ministero Salvatore Grillo. Il magistrato della Procura ha sottoposto, questo pomeriggio di mercoledì 31 luglio, ad un lungo interrogatorio Alfredo Sapienza, comparso in compagnia del proprio difensore di fiducia, avvocato Antonio Meduri.
Secondo quanto è stato possibile apprendere, Alfredo Sapienza ha risposto a tutte le domande che gli ha rivolto il Pubblico Ministero Grillo in merito alle dichiarazioni da lui rese innanzi all’avvocato Giancarlo Rodante, riguardo alla compilazione di un assegno, dell’importo di 300 mila euro, consegnato alla denunciante, l’imprenditrice della MVM Srl, Salvina Calà. L’indagato ha detto di non essere stato lui a compilare l’assegno e di non essere stato lui ad averlo consegnato alla Calà. Sulle accuse che gli vengono mosse Alfredo Sapienza ha detto di non essere stato interrogato da nessuno, ma di avere firmato le carte che gli esibiva l’avvocato Giuseppe Calafiorte. Il Sapienza ha riferito che lui era un dipendente di Concetta Rita Frontino in quanto era divenuto il responsabile degli acquisti della società Codaf srl. Sapienza ha confermato il contenuto delle dichiarazioni rese nel corso delle indagini difensive intraprese dall’avvocato Rodante. Anche oggi è emerso che Sapienza aveva visto l’assegno in bianco e sul foglietto era apposto soltanto il timbro della società. Poi si è scoperto che riempirlo e a consegnarlo alla signora Calà è stata Daniela Frontino, sorella di Concetta Rita, per saldare dei debiti che la Codaf aveva contratto con la MVM.
Alfredo Sapienza ha ammesso talune circostanze e si è protestato innocente in ordine ad altre contestazioni.
Nei prossimi giorni il Pubblico Ministero Grillo cercherà di interrogare Concetta Rita Frontino, nella speranza che vada a buon fine la consegna dell’avviso a comparire. L’imprenditrice non risiede più a Siracusa ma, dopo essere stata scarcerata dal Tribunale che la sta processando per quattro ipotesi di bancarotta fraudolenta, ha trasferito la propria residenza a Roma.
La vicenda che ha portato all’incriminazione di Concetta Rita Frontino e di Alfredo Sapienza è piuttosto complessa. Inizialmente era finita alla sbarra la titolare della MVM, a seguito di denuncia contro di lei presentata da Davide Venezia, l’uomo bancomat di Concetta Rita Frontino e del suo compagno, avvocato Peppe Calafiore. Inizialmente, peraltro, le indagini sono state coordinate dall’ex Pubblico Ministero Giancarlo Longo e, come facilmente si può immaginare, a pagarne le conseguenze fu la signora Calà. Quando scoppiò lo scandalo “Sistema Siracusa” e vennero arrestati Longo, Calafiore e Davide Venezia la situazione cambiò completamente e Davide Venezia da parte offesa divenne imputato e venne condannato a pagare trentamila euro alla Calà, che, a sua volta, da imputata cambiò gli abiti con quelli della persona offesa. Adesso il Pubblico Ministero Grillo, cui è stato affidato questo troncone di processo, sta indagando Concetta Rita Frontino e Alfredo Sapienza, contestando ad entrambi i reati di calunnia e simulazione di reato in concorso per avere accusato ingiustamente la signora Calà di avere compilato il famigerato assegno apponendovi la somma di trecentomila euro e di averlo poi messo all’incasso.

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