Dal pentito Rosario Piccione lettera aperta ai trafficanti di droga di Via Italia 103 e agli inquirenti

Da una località riservata. Riceviamo la lettera a firma di Rosario Piccione, che di seguito pubblichiamo.
“Carissimo Pino ti invio questa mia missiva via email prima come familiare del soggetto di cui a breve parlerò e dopo come collaboratore di giustizia; anzi, quando scrivi ex sbagli perche io ancora ho le misure di siucrezza tipo accompagnamento con scorta.
Ti invio questa mia lettera perchè sono molto amareggiato e triste perchè purtroppo nella mia vita non ci solo e soltanto rose e fiori. Io ho un fratello che si chiama Alessio, è del 1984, che, penso tu ti ricorderai,
da 17 anni fa uso di sostanze stupefacenti (cocaina). Tale situazione ha portato, per le collere, mio padre alla morte nel febbraio 2018 e adesso si sta portando alla morte mia mamma. Mio fratello ha provato
a stare in comunità per un po di tempo ma, quando esce, si reca in una nota piazza di spaccio, a Siracusa, solitamente in via algeri o in via Italia 103 e la polpetta è fatta.
Penso che mio fratello avrà speso circa 500 mila euro in acquisto di droga in questi anni (ha sperperato 300 mila euro ricevuti, nel 2016, a titolo, da un’assicurazione per un grave incidente con la moto).
I pusher, quando era in vita mio papà, si recavano di notte a casa a chiedergli i soldi dei debiti della droga contratti da mio fratello, a volte anche muovendo minacce gravi ad una persona di anni 78.
Quelli che andavano da mio padre, sono dei malandrini scaduti – scrivi Pino, non tagliare niente mi prendo le mie responsabilita perchè sono stufo. I pusher hanno tolto a mio padre auto, moto, attrezzi di lavoro e tutto quello che era nella sua disponibilità, di queste cose ero all’oscuro se no avrei agito di conseguenza.
Questi venditori di morte sono solo dei pezzi di merda; io nella vita ho fatto estorsioni e truffe, mai però alla povera gente (anche se era sempre sbagliatissimo).
Caro Pino abbiamo oggi una legge lenta e troppo garantista, dobbiamo fare casino sui giornali per far muovere la magistratura.
Oggi a Siracusa il Pablo Escobar della situazione è un giovane di appena 22 anni, persona che circola con un Range Rover, con moto Bmw 1200 rt, carico di soldi in tasca, con gli spallieri tipo Scampia (come le fiction di Gomorra) con l’arroganza di un boss criminale. Per me è solo un pezzo di merda che vende droga, cui dico: preparati la borsa che presto si spalancheranno le porte del carcere. Alle forze dell’ordine dico: le chiavi del portone dove abita ce le ha lui solo per evitare i controlli delle forze dell’ordine. Invito gli inquirenti, che sicuramente già lo stanno attenzionando, di mettere in galera questa pezzo merda e di buttare la chiave.
Carissimo venditore di droga non ti mettere pensieri in testa perchè non sei nessuno, gente di spessore malavitoso a Siracusa non ce n’è piu, ricordati che Siracusa è la citta dove ci sono piu collaboratori di giustizia dopo Napoli”.
(Rag. Rosario Piccione)
da località nota al scp

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