Il Gip dispone il carcere per la donna arrestata per possesso di cocaina, hashish e 10 mila euro

Siracusa. Il Giudice delle indagini preliminari Carmen Scapellato ha disposto la misura cautelare della custodia in carcere per Marianna Mandragona, 28 anni, pregiudicata. Il Gip ha accolto la richiesta del Pubblico Ministero Andrea Palmieri e ha rigettato quella avanzata dal difensore della donna, avvocato Junio Celesti, finalizzata ad ottenere gli arresti domiciliari.
Marianna Mandragona, non appartenente al ceppo di Massimiliano Mandragona, ex spacciatore di stupefacenti poi divenuto collaboratore di giustizia, è stata arrestata dai Carabinieri del Comando provinciale di Viale Tica a seguito del rinvenimento, all’interno della sua abitazione, di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti e della somma di circa diecimila euro, provento dell’attività di spaccio. L’abitazione della donna era da tempo tenuta sotto osservazione dai Carabinieri che, negli ultimi giorni, avevano notato un continuo movimento di giovani che entravano ed uscivano dalla casa. Il sospetto che la donna potesse avere avviato una attività illecita di spaccio di sostanze stupefacenti, veniva immediatamente confermato a seguito di una perquisizione domiciliare eseguita dai militari che, senza non poche difficoltà create da due cani pittbull che la Mandragona ospitava all’interno dell’abitazione, accedevano allo stabile rinvenendo stupefacente di diverse tipologie ben nascoste in diverse stanze. I carabinieri dopo lunghe ed accurate ricerche, recuperavano cinque panetti di hashish del peso complessivo di quasi 500 grammi e ben cinque confezioni di stupefacente del tipo cocaina, abilmente occultate in altrettanti vani della casa, per un peso complessivo di quasi 140 grammi. Inoltre veniva rinvenuta, suddivisa in più mazzi di banconote di vario taglio, una somma complessiva di oltre novemila euro che veniva sottoposta a sequestro in quanto la donna non ha saputo giustificare tanto da essere ritenuta il presumibile provento dell’attività di spaccio. Dichiarata in arresto per detenzione ai fini di spaccio dello stupefacente, la Mandragona veniva tradotta presso il carcere di Piazza Lanza di Catania, così come disposto dal Pubblico Ministero di turno alla Procura della Repubblica.

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