L’avvocato Gurrieri a Paolo Borrometi: “Cerchi di essere più obiettivo e la smetta di fare la vittima anche quando non lo è”

Siracusa. Nella giornata di ieri il noto giornalista Sandro Ruotolo interveniva sulla polemica che da giorni sta vedendo protagonisti i giornalisti Borrometi e Guastella, pubblicando sul giornale online La Spia un articolo intitolato “Clamoroso, per Borrometi era pronto un attentato e oggi tentato di screditarlo: ecco le carte che rivelano il piano del boss”.
Dopo aver letto l’articolo, senza volere entrare nel tema della polemica ma solamente per tentare di chiarire che quell’attentato non è mai esistito nemmeno a parole, mi permetto di commentare con un post del seguente contenuto “Dott. Ruotolo quanto lei dice è totalmente falso, so che lei è in buona fede e da persona corretta e in buona fede quale è la invito a leggere gli atti, comprese le trascrizioni delle intercettazioni e l’intera produzione investigativa del commissariato di Polizia di Pachino.
Accetti questa mia proposta, se dovesse trovare negli atti la parola autobomba, anche riferita ad altri soggetti, sarò pronto ad autosospendermi dall’esercizio della professione forense. In caso contrario lei saprà sicuramente cosa consigliare al suo collega giornalista Paolo Borrometi.
Resto in attesa di una sua risposta mi dica dove e quando potrò fornirle i documenti.
La saluto.”
Nella medesima giornata, all’ora di cena, è il giornalista Borrometi in persona a rivolgere un invito ai suoi followers, pubblicando un lungo post dove esordisce ponendo un quesito “Forse la mia colpa è quella di essere ancora vivo?” chiedendo ai suoi lettori di riflettere sull’opera di delegittimazione che, a suo dire, qualcuno sta ponendo in essere a suo danno; prosegue poi riportando ampi stralci di una ordinanza cautelare e di intercettazioni che vedono come interlocutori alcuni imputati miei assistiti in particolare Vizzini Giuseppe e Giuliano Salvatore, conclude citando le parole del Dott. Giovanni Falcone circa il clima di delegittimazione che si era creato attorno a lui e che poi lo portò all’isolamento e poi alla morte per mano mafiosa.
Anche in questa occasione, sicuro del fatto che nessun attentato è stato mai pianificato, ideato, pensato e quindi nemmeno sventato ai danni del giornalista Borrometi, mi premuro di rinnovare l’invito ad un confronto – carte alla mano – questa volta direttamente con il giornalista Borrometi, pubblicando a commento del post apparso sulla pagina facebook de “La Spia” e sulla pagina dello stesso Borrometi, le seguenti frasi.
“Dott. Paolo Borrometi,
Rivolgo anche a lei l’invito rivolto qualche ora fa al suo ottimo collega Ruotolo.
Glielo ripropongo qui di seguito in attesadi una sua risposta.
Nessino vuole delegittimare la sua figura o la sua professione ma cerchi di essere più obiettivo e la smetta di fare la vittima anche quando non lo è.
Ripeto, se dagli atti dovesse emergere la parola autobomba, da lei tante volte ripetuta, tranne in questa occasione, smetterò di svolgere la professione di avvocato, viceversa farà lei, nel caso contrario.
Ritengo di non aver offeso nessuno ma di avere solamente chiesto di fare luce su una vicenda in ordine alla quale si è molto fantasticato – ritengo in buona fede – o meglio lo ritenevo sino a ieri sera quando, a conclusione di una splendida domenica trascorsa al mare, mi accorgo che i miei commenti erano stati rimossi simultaneamente dalle pagine Facebook di Sandro Ruotolo, di Paolo Borrometi e de La Spia e che simultaneamente mi veniva interdetta la possibilità di commentare o interagire con le pagine suddette.
Basta questo per trarre la più ovvia delle conclusioni, Borrometi si delegittima da solo con il suo comportamento fanciullesco quando mi toglie la parola e quando cancella i miei commenti, sottraendosi al confronto che è quanto di più sincero e trasparente vi possa essere; questo suo comportamento mi amareggia e squalifica la sua figura, seguito a ruota dal suo collega Ruotolo che anche di fronte ad una possibile differente realtà, segue i consigli del suo collega e si affretta anche lui a cancellare, a censurare e impedire il confronto.
Rinnovo la mia disponibilità ad un confronto con i due giornalisti Ruotolo e Borrometi, sceglieranno loro i modi e le forme, sono disponibile a raggiungerli ove essi decideranno, sperando in un confronto sereno e onesto, sperando che questa volta non vorranno sottrarsi al dialogo preferendo rimanere nell’angoscia di una minaccia che mai è esistita.
Avv. Giuseppe Gurrieri

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