Passa la linea dell’impunibilità di Paolo Borrometi nonostante si sostenga che il reato c’è

Ragusa. E’ andata male al boss siracusano Alessio Attanasio, sottoposto al 41 bis dal lontano 2001, che ha querelato il giornalista Paolo Borrometi poichè il 18 novembre 2017 e il successivo uno dicembre ha scritto che “!’Attanasio è stato abbandonato dalla moglie la quale aveva iniziato – a suo dire – una relazione extraconiugale, prima della separazione”. Ad Attanasio è andata male poichè il Pubblico Ministero Marco Rota, sostituto procuratore alla Procura della Repubblica di Ragusa, ha chiesto al Giudice delle indagini preliminari di archiviare il procedimento poichè, a suo dire, il fatto-reato commesso dal giornalista Borrometi è di lieve entità. Così come il capo della Procura di Ragusa, Fabio D’Anna, che ha chiesto l’archiviazione della querela di un imprenditore agricolo di Rosolini definito dal Borrometi un mafioso, pur riconoscendo che integra il reato di diffamazione a mezzo stampa averlo definito componente di una famiglia mafiosa, anche il sostituto procuratore Rota riconosce che il giornalista ha offeso la reputazione di Alessio Attanasio, e tuttavia per lui si tratta di un fatto di lieve entità e quindi non è punibile il Borrometi. La richiesta di archiviazione è stata condivisa dal Gip di Ragusa provocando l’immediata reazione di Attanasio il quale, tramite il proprio difensore di fiducia, avvocato Maria Teresa Pintus, ha presentato istanza di opposizione che è stata discussa in camera di consiglio il 21 giugno scorso. Attanasio nella sua memoria di opposizione all’archiviazione ha sottolineato “che le circostanze riferite dal Borrometi sono palesemente false, nonchè prive di interesse pubblico dalle quali è derivata una lesione della reputazione del sottoscritto. Orbene – rileva l’Attanasio – le Sezioni Unite della Suprema Corte di Cassazione (nr 8959) hanno asseverato che il diritto di cronaca giornalistica può essere esercitato anche quando derivi una lesione all’altrui diritto soltanto quando non siano rispettate le tre seguenti condizioni: 1) la notizia pubblicata deve essere vera; 2) deve esistere un interesse pubblico alla conoscenza dei fatti in relazione alla loro rilevanza; 3) devono essere rispettati i limiti in cui tale interesse sussiste mantenendo l’informazione entro i confini dell’obiettività. All’evidenza – scrive Attanasio – nessuna delle tre condizioni è rispettata, motivo per il quale non è configurabile la scriminante putativa dell’esercizio del diritto di cronaca. Invero, in tema di diffamazione, la sussistenza dell’esimente dell’esercizio del diritto di critica è necessario che quanto riferito non trasmodi in gratuiti attacchi alla sfera personale del destinatario e rispetti un nucleo di veridicità, in mancanza del quale la critica sarebbe pura congettura e possibile occasione di dileggio e di mistificazione (Cassazione V Sezione 18/6/2009 – 13/11/2009 43403, ced 245093)”.
Ma il Gip del Tribunale di Ragusa non condivide i rilievi sollevati con il suo reclamo da Alessio Attanasio e si pronuncia per l’archiviazione del procedimento a carico di Paolo Borrometi, nonostante anche questo giudice evidenzia che il reato di diffamazione è sussistente.
Purtroppo il decreto di archiviazione viene trasmesso alla Pec dell’ex difensore di Attanasio il quale, per contrattempi di vario genere, lo fa pervenire al detenuto con notevole ritardo rispetto ai tempi previsti dall’articolo 127 comma quinto cpp. Comunque sia, Attanasio chiede il rigetto della richiesta di archiviazione e il Giudice Monocratico Vincenzo Ignaccolo, rilevando un vizio di forma nell’istanza della parte offesa, conferma il decreto di archiviazione del Gip di Ragusa. Contro la decisione del Giudice Monocratico Ignaccolo, il difensore di Alessio Attanasio, avvocato Maria Teresa Pintus propone immediatamente ricorso per Cassazione, lamentando “la difformità di trattamento riservato a coloro che sono “onesti” e coloro che sono “pregiudicati” o accusati di un qualsiasi reato inesistente. Se un cittadino qualunque presenta una querela quanto meno vengono fatte le debite e dovute indagini prima di procedere all’archiviazione; se invece un cittadino che comunque sta pagando le sue colpe presenta una querela le indagini, se mai vengono fatte, sono sicuramente superficiali e qualora si ravvisi qualche verità nel corpo della querela il fatto viene derubricato o ritenuto di lieve entità. Nel caso di specie preme sottolineare che il Borrometi è recidivo – diffama a destra e a manca – e ciononostante la passa sempre liscia. Le analogie con l’archiviazione dell’imprenditore di Rosolini, definito mafioso dal Borrometi, sono evidenti. E’ mai possibile che il Borrometi possa offendere e diffondere le offese (ovvero diffamare a mezzo stampa) chiunque e ciononostante il riconoscimento dell’esistenza del reato il Gip del Tribunale di Ragusa archivi tutto?”.
In attesa delle decisioni della Corte di Cassazione, l’avvocato Maria Teresa Pintus fa sapere che innanzi al Tribunale Civile di Spoleto si svolge il processo intrapreso da Attanasio contro il gionalista Borrometi in cui gli chiede un congruo risarcimento dei danni sempre per quei due articoli diffamatori del 18 novembre e del primo dicembre 2017, in cui viene si afferma che la ex moglie di Attanasio aveva avviato una convivenza extraconiugale con Emanuele Montalto, detto Burattino. Attanasio, esibendo il certificato rilasciato dal presidente del Tribunale di Siracusa, Francesco Fabiano, ha dimostrato che quando l’ex moglie aveva iniziato la relazione extraconiugale con Emanuele Montalto, era stata già pronunciata la separazione coniugale e il giudice revocando il permesso concesso precedentemente alla moglie del detenuto, aveva autorizzato a recarsi in carcere per i colloqui con l’Attanasio, la sua nuova compagna. Insomma una normale storia di vita quotidiana, contrassegnata dalla fine di una relazione coniugale, ma che il giornalista Borrometi ha utilizzato per denigrare la reputazione del boss dell’omonimo clan di mafia e farlo apparire come “tradito e abbandonato”. Attanasio, che pur essendo sottoposto al 41 bis ne sa una più del diavolo: rivolgendosi a Paolo Borrometi gli ha chiesto: “Perchè non ti occupi di quanto avviene tra le mura domestiche della tua famiglia?”. E la chiudiamo così, perchè se dovessimo riportare la frase completa scritta da Attanasio il giornalista antimafia di Modica si dovrebbe andare a nascondere per la vergogna!

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