Illusi e pericolosi: i militanti della Lega si preparano alla “rivolta” se non si va al voto

Roma. Parola d’ordine «voto subito», o sarà «guerra aperta». Nessun giro di parole, nessun tentennamento. I militanti della Lega si preparano “alla rivolta” se il presidente della Repubblica Sergio Mattarella non indicherà nelle urne la soluzione alla crisi di governo.
«Invasione di Roma da parte di tutti gli italiani», il grido di battaglia. Con una dura promessa diretta proprio al Presidente della Repubblica: «Si metterà male per Mattarella – scrivono- saliremo anche al Quirinale». Perché «stavolta non ci ferma nessuno». A far imbestialire i militanti della Lega, ovviamente l’ipotesi di un governo giallorosso. «Se si finisce con il Pd e M5S mi armo di una cassa di pomodori e vado a Roma», «se sale la sinistra tutti in piazza» nella Capitale, dicono, mentre minacciano una «ribellione di massa» e «guerra aperta se non si vota».
«Riempiamo le strade di Italia», la proposta fatta da chi mette in guardia da “milioni”, “legioni” di militanti pronti «alla rivolta contro chi vuole negarci un diritto». «La parola al popolo o scenderemo in piazza», insistono spalleggiandosi l’uno con l’altro, tra fiumi di “like” e reaction “arrabbiate” contro «questi comunisti perdenti» che vogliono «fregarci tutti come sempre».
L’alternativa? Certamente “Salvini premier”, unica “via percorribile” contro chi vuole “imporci una dittatura rossa”. “Salvini siamo con te fino alla morte”, incoraggiano fiduciosi il leader, promettendo quanto chiesto dal leghista – con tanto di lunghissima coda di polemiche – solo qualche giorno fa: “Vai Matteo, ti daremo pieni poteri”.
Donato Osvaldo Di Mauro

CONDIVIDI