Fanno scena muta i due banditi accusati di avere commesso 4 rapine tra Pachino e Portopalo

Siracusa. Si sono presentati innanzi al Giudice Monocratico Carla Frau ma solo per comunicare che non intendevano rispondere alle sue domande sui quattro colpi banditeschi, messi a segno nello scorso primo febbraio tra Pachino e Portopalo. E’ stata questa la scelta difensiva effettuata da Vincenzo Accaputo, 26 anni, residente a Pachino, colpito dalla misura cautelare degli arresti domiciliari e da Fabrizio Melfi, 25 anni, abitante a Modica, in provincia di Ragusa, sottoposto alla misura cautelare del divieto di dimora nella provincia di Siracusa. Vincenzo Accaputo è assistito dall’avvocato Salvatore Lucenti, mentre Fabrizio Melfi è difeso dall’avvocato Giuseppe Gurrieri. Il Gip Carla Frau ha preso atto della scelta effettuata dai due indagati e ha chiuso il verbale nel quale viene riportata la dicitura che sia l’Accaputo che il Melfi si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.
L’ordinanza di applicazione della misura cautelare è stata emessa dal Gip Carla Frau sulla base della conforme richiesta avanzata dal Pubblico Ministero Marco Dragonetti, che ha diretto l’attività investigativa condotta da personale del Commissariato della Polizia di Stato di Pachino, a seguito di quattro distinte rapine (due consumate e due tentate), commesse, nella serata del 1° febbraio 2019, da due persone travisate, di cui una armata di un fucile a canne mozze.
Gli assalti banditeschi, posti in essere dai due indagati, venivano perpetrati sia nel Comune di Pachino che nel vicino Comune di Portopalo di Capo Passero, in un arco temporale di poche ore l’uno dall’altro, in maniera seriale e con evidente astuzia criminale
facendo uso di armi, nello specifico utilizzando un fucile modificato.
Quella sera del 1° febbraio l’avolese ed il suo complice arrivato da Modica mettevano a segno una rapina consumata in Pachino presso il rifornimento di carburanti “Lukoil” di via G. Pascoli, ove veniva sottratta la somma di euro 1200. Pochi minuti dopo, la coppia effettuava una tentata rapina in Portopalo di Capo Passero, in Via Carlo Alberto ai danni di un anziano. Anzichè darsi alla fuga e far perdere le proprie tracce i due malviventi tentavano una seconda rapina in Portopalo di Capo Passero presso una rivendita di tabacchi posta sul corso principale, ma anche questa non andava a buon fine. I malviventi si allontavano da Portopalo e ritornavano a Pachino dove riuscivano a compiere una rapinare ai danni di un uomo, che, in via Lincoln, usciva dalla banca Unicredit, dopo aver prelevato del denaro dallo sportello bancomat.
Gli elementi di prova raccolti nel corso delle indagini evidenziano un quadro accusatorio di assoluta gravità indiziaria in ordine ai fatti contestati che si fondano sulle scrupolose attività di indagine svolte dal Commissariato della Polizia di Stato di Pachino.
Rilevanti nel complesso dell’indagine sono state il tracciamento degli spostamenti degli indagati attraverso le telecamere delle varie zone in cui sono stati commessi i delitti contestati, ma anche le intercettazioni e i tabulati telefonici autorizzati dalla Procura della Repubblica di Siracusa che ha coordinato le attività investigative.
I risultati conseguiti dagli investigatori del Commissariato di Pachino hanno messo in luce un vero disegno criminoso architettato da Vincenzo Accaputo e da Fabrizio Melfi, che già nei giorni precedenti alla serata in cui compivano le rapine, con premeditazione, si
munivano di un fucile a canne mozze col chiaro intento di commettere dei reati. Ed infatti, nell’arco di un’unica serata commettevano, in concorso, i quattro assalti banditeschi a mano armata tra Pachino e Portopalo di Capo Passero.
Gli autori delle rapine, peraltro, tra un evento e l’altro, adottavano anche l’astuzia di cambiarsi di abito per sviare le indagini, circostanza questa che veniva accertata grazie alla ricostruzione video che evidenziava come il punto di partenza di ogni delitto fosse l’abitazione Vincenzo Accaputo.

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