Salvatore Spataro chiede siano sentiti il vicequestore Malandrino e il Pubblico Ministero Sorrentino sull’attentato con autobomba di cui parla Paolo Borrometi

Siracusa. L’ex consigliere comunale di Pachino Salvatore Spataro ha presentato lunedì 2 settembre una denuncia penale contro il giornalista Paolo Borrometi, accusandolo di una triplice calunnia commessa ai suoi danni. La querelle tra il giornalista e il pachinese prende spunto da una querela presentata da Borrometi nella quale accusa Salvatore Spataro di diffamazione. A dire di Borrometi, sulla pagina Facebook della testata on line La Spia, è stato postato un commento a firma del profilo Salvatore Spataro, in seguito ad un articolo recante il seguente titolo:”Pachino, ancora una volta incredibile: il consigliere Spataro rientra tra i banchi della maggioranza”. Il commento dal contenuto diffamatorio dice: “Poverino che pena mi fa no il cretino che scrive ma il deficiente che lo ha informato”. Secondo Borrometi la frase è rivolta a lui in quanto postata nella pagina Facebook del sito La Spia, di cui il giornalista è direttore responsabile, viceversa l’ex consigliere comunale Spataro nega di avere postato il commento sul sito La Spia, e invita il Pubblico Ministero Andrea Palmieri a verificare l’attendibilità della sua affermazione, sostenendo che quel commento è tuttora pubblicato nel proprio profilo Facebook Salvatore Spataro. Il magistrato della Procura ha delegato il Nucleo Investigativo Telematico e l’ispettore Emilio Correnti il 5 dicembre 2018 ha risposto agli interrogativi del Pubblico Ministero Palmieri scrivendo: “Ho ricercato sul social network Facebook l’articolo citato nella querela; tale articolo risulta raggiungibile al seguente Url… Nel post presente su Facebook sono stati effettuati diversi commenti tra i quali in data odierna non risulta il commento denunciato…”. Il Nit dà quindi ragione alla versione dello Spataro, precisando che sul sito La Spia non risulta alcun commento a firma di Salvatore Spataro. Sicchè si chiede il pachinese: per quale motivo il Borrometi mi ha querelato se personalmente non l’ho mai diffamato nè minacciato? Ma non solo. Salvatore Spataro nella seconda denuncia per calunnia afferma nella querela contro di lui il Borrometi dice: “Le frasi scritte da tale profilo sono particolarmente gravi perchè reiterate nel tempo e mi preoccupano particolarmente perhè fanno seguito alla notizia del grave attentato scoperto dalla Polizia di Pachino per delega della Dda di Catanbia di cui dovevo essere vittima. Il signor Spataro Salvatore, infatti, è a processo con il capomafia di Pachino Salvatore Giuliano”. Aggiunge lo Spataro: “Il Borrometi nella querela del 10 ottobre 2018 addirittura si dice vittima di un grave attentato scoperto dalla Polizia di Pachino di cui più volte fa cenno in un libro e in interviste, indicando quale ideatore il Giuliano Salvatore ed ora pubblicamente il sottoscritto quale complice morale in quanto a processo con il Giuliano Salvatore. A titolo di esempio si allegano due file video che riproducono le interviste rilasciate dal Borrometi nel corso del programma “Nemo Nessuno Escluso” andata in onda su Rai2 in data 13 aprile 2018 e nel corso del programma Soul andato in onda su TV2000 in data 11 dicembre 2018. Questa storia dell’attentato – scrive nella querela il signor Spataro – è una vera fandonia, addirittura il Borrometi più volte ha affermato che l’attentato a suo danno doveva avvenire con un’autobomba che avrebbe ucciso lui e gli uomini della scorta, adducendo come scritto nella querela che avrebbe appreso ciò dalla Polizia di Pachino e dalla Dda di Catania, per cui lo Spataro chiede al procuratore della Repubblica di voler sentire la dottoressa Malandrino, dirigente del Commissariato di Pachino e il dottor Alessandro Sorrentino, della Dda di Catania, che ha condotto le indagini, persone entrambe di cui non si può dubitare, a riferire se sono stati loro a parlare con Borrometi in ordine all’attentato con autobomba e, appurata la falsità delle voci messe in giro dal giornalista, di invitarlo a chiarire pubblicamente che quanto detto da lui è frutto di una sua libera interpretazione”. La terza e ultima accusa di calunnia presentata contro Borrometi si riferisce alle affermazioni riportate nella querela presentata dal giornalista contro Salvatore Spataro, in cui dice “che le gravi frasi contenute nel commento fanno seguito a diverse e continue minacce di morte, delle quali sono oggetto da diverso tempo…”. Spataro, che ha nominato il proprio domicilio presso lo studio del proprio legale di fiducia, avvocato Giuseppe Gurrieri, chiede al procuratore della Repubblica di indagare a 180 gradi al fine di accertare il motivo che ha spinto Borrometi a calunniarlo “atteso che il sottoscritto non gli ha mai rivolto minacce di morte nè organizzato attentati ai suoi danni”.

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