Blitz in Via Immordini, restano in carcere i 3 pusher maggiorenni, il diciassettenne va in comunità

Siracusa. Restano in carcere i tre uomini arrestati dai Carabinieri in Via Immordini, poichè dentro uno zainetto sono stati trovati 139 dosi di marijuana, 14 dosi di hashish e 132 dosi di cocaina. Così ha deciso il Giudice delle indagini preliminari Salvatore Palmeri, nei confronti di Enrico De Angelis, 26 anni, difeso dall’avvocato Giorgio D’Angelo, nonchè per Francesco Campailla, 47 anni e Alfio Gagliano, 21 anni, difesi dall’avvocato Marco Romano, che ha sostituito il suo collega avvocato Junio Celesti, impossibilitato a partecipare all’udienza di convalida in quanto si trova in Turchia, assieme alla propria famiglia. Non è tornato in libertà nemmeno il diciassettenne arrestato anche lui nel corso del blitz effettuato in Via Immordini lo scorso 4 settembre. Ma a differenza dei tre maggiorenni, il diciassettenne anzichè vedersi applicare la misura cautelare della custodia in carcere è stato assegnato dal Gip del Tribunale dei Minori di Catania in una comunità. Il diciassettenne è difeso dall’avvocato Giorgio D’Angelo. Il week end il diciassettenne lo trascorrerà nella cella del tribunale dei Minori, in Via Franchetti, a Catania e lunedì verrà tradotto nella Comunità. Riguardo al comportamento tenuto dai tre spacciatori rinchiusi a Cavadonna e dal pusher minorenne è da sottolinerare che tutt’e quattro hanno rigettato le accuse. De Angelis si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma poi ha reso una dichiarazione spontanea durante la quale ha sostenuto di non avere nulla a che vedere con le sostanze stupefacenti rinvenute dai Carabinieri dentro lo zaino trovato dai militari all’interno dell’androne di una palazzina di case popolari di via Immordini. Invece, hanno respinto le accuse sia Francesco Campailla che Alfio Gagliano. E a Catania, il diciassettenne si è protestato innocente e ha escluso categoricamente che i seicento euro rinvenuti nella sua tasca fossero il provento dell’attività di spaccio. Pur non entrando nel merito delle accuse a ciascuno rivolte dai Carabinieri, Campailla e Gagliano hanno lasciato intendere di essere completamente all’oscuro che nello zaino ci fossero sostanze stupefacenti. E riguardo i duecento euro rinvenuti dai Carabinieri nelle sue tasche, Francesco Campailla ha fatto capire di averli guadagnati con un lavoro lecito e non con la vendita di sostanze stupefacenti. Ma, alla resa dei conti, il loro comportamento tenuto innanzi al Gip non ha prodotto un positivo risultato per la loro sorte processuale. Infatti, il Gip Palmeri, accogliendo la conforme richiesta del Pubblico Ministero Marco Dragonetti, ha applicato la misura cautelare della custodia in carcere a Enrico De Angelis, a Francesco Campailla e ad Alfio Gagliano. I tre pusher, al termine dell’udienza di convalida, sono stati riaccompagnati al carcere di Cavadonna.
I tre spacciatori sono stati sorpresi a distanza di alcuni metri dalla zaino posizionato all’interno della palazzina di case popolari di Via Immordini. Con loro si trovava pure il diciassettenne, anche lui arrestato dai militari al termine di un breve inseguimento. All’interno dello zaino i militari hanno rinvenuto 139 dosi di “marijuana” per un totale di 125 grammi, 14 dosi di hashish per un totale di 25 grammi e 132 dosi di cocaina per un totale di 38 grammi. I Carabinieri hanno sequestrato anche quattro radio portatili che i pusher utilizzavano per comunicare tra di loro e per essere informati dalle vedette dell’eventuale arrivo delle forze dell’ordine. Nel carniere dei Carabinieri sono finiti i carica batteria delle ricetrasmiettenti e i cellullari trovati nella disponibilità dei quattro arrestati. Oltre ai quattro arresti, i Carabinieri hanno denunciato anche due uomini di 30 anni ciascuno per concorso nel reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

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