Noto, Lectio Magistralis del critico d’arte Vittorio Sgarbi: pubblico entusiasta, a ruba il suo libro

Noto. Nel cortile del Convitto delle Arti Museum di Noto, lo scorso 30 agosto, Vittorio Sgarbi autografava con dedica le copie del suo ultimo libro “Il Novecento dal Futurismo al Neorealismo”, acquistate dal numeroso pubblico accorso per ascoltare la Lectio Magistralis intitolata come il libro.
Una platea attenta e composta, ha seguito con interesse il famoso critico d’arte che ha parlato ininterrottamente per quasi due ore dei pittori meno conosciuti del 900, illustrando le loro opere attraverso le immagini proiettate sullo schermo gigante del cortile.
Sgarbi ha esordito ricordando il suo impegno nel ‘96 per la ricostruzione del campanile della Cattedrale di Noto, crollato a causa del terremoto, intervenendo nella scelta degli artisti che hanno realizzato gli affreschi della Cattedrale.
Il Professore ha parlato delle correnti artistiche del ‘900 che hanno cambiato il volto dell’arte in Italia e in Europa. Soffermandosi sui pittori meno conosciuti ma di grande spessore artistico e culturale, rendendo giustizia alla loro arte vissuta in penombra, inserendo alla spiegazione delle opere aneddoti che hanno alleggerito l’interessante lezione di storia dell’arte.
Uno dei pittori dimenticati del 900 è Giulio Aristide Sartorio. Un pittore classico che s’ispira al Botticelli, scelto da Sgarbi per la copertina del suo libro. Negli stessi anni che i futuristi scrivevano “Il Manifesto” mostrando la contrapposizione con il passato contro l’arte classica, Sartorio realizzava un’importane opera: il Fregio dell’aula del Parlamento di Palazzo Montecitorio. Ma il flusso della modernità con Balla e Boccioni, si indirizzava verso il movimento, verso l’industrializzazione delle città verso l’accelerazione del mondo, così l’opera di Sartorio cadde nel silenzio.
Fra gli artisti citati dal noto critico Carlo Bonomi che si è speso in egual misura nella pittura e nella scultura. L’opera più amata è “La madre”. Una donna dolcissima che abbraccia il suo bambino. Una Madonna.
Un altro autore che ha innalzato la scultura italiana a grandi livelli per la sua straordinaria levatura artistica è stato Libero Andreotti che non ha avuto la stessa fama dell’omonimo Statista.
Il pittore che ha rappresentato la seconda fase del futurismo è stato Gerardo Dottori, inventore dell’aeropittura. Ideatore di una prospettiva nuova. Una prospettiva spaziale che mostra una diversa dimensione del tempo attraverso una visione dall’alto, dentro una forma moderna e futurista.
Altro artista trascurato Pietro Gaudenzi. Artista sensibile e solitario ma di grande ispirazione classica. Gaudenzi, pur avendo raggiunto incarichi prestigiosi ed avendo partecipato ad importanti rassegne d’arte del suo tempo, cadde nel silenzio durante la guerra.
Un artista attivo in Sicilia è stato Dulio Camellotti architetto, scultore, pittore, a cui si deve la decorazione del palazzo della Prefettura di Ragusa che era stata coperta perché d’ispirazione fascista. Cambellotti è stato uno degli scenografi più importanti delle rappresentazioni classiche a Siracusa.
Tra quelli che hanno avuto fortuna: Cagnaccio di San Pietro nome d’arte di Natalino Bentivoglio Scarpa, la cui opera è stata rivalutata. La sua pittura contrasta con le tendenze del suo tempo, s’impone con le sue opere realistiche dove i valori semplici come la fede, la famiglia, denotano la sua natura compassionevole. Nella rappresentazione degli ultimi, dei diseredati si evince il suo realismo magico.
Il noto personaggio si è soffermato ampiamente sui grandi maestri come De Chirico con le sue muse inquietanti e i capolavori della sua pittura metafisica che rappresentano un momento importante dell’arte dopo il futurismo. E poi Boccioni, Picasso, Balla con il tema inconfondibile della velocità dove si sintetizza la vita nell’idea astratta della velocità. E ancora Modigliani, Guttuso, Morandi, Sironi e altri e altri ancora che hanno innalzato la pittura del ‘900.
Nel suo libro sul ‘900, Sgarbi indirizza il lettore verso i sentieri di una realtà artistica a volte poco conosciuta. Una realtà da rivalutare. Solo così la visione dell’arte del ‘900 potrà completarsi arricchendosi delle opere di questi artisti che hanno contribuito all’evoluzione del mondo dell’arte.
Adelaide Pandolfo

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