I 5S Ficara, Zito e Scerra sulla nuova Giunta: “Meno assessori, più fatti o torni subito a casa”

Siracusa. Dopo la “dimissionite” (Giovanni Randazzo, Fabio Moschella e Nicola Lo Iacono) la giunta Italia si dà alla bulimia: rimpasto e allargamento della squadra degli assessori. Mentre la città attende risposte almeno sui problemi più elementari, il primo cittadino produce il suo massimo sforzo per garantirsi una maggioranza che non c’è in Consiglio, portando a 9 gli assessori. Allargare la giunta per allargare il consenso, con accordi ed inciuci. Una mossa consentita da una modifica alla legge regionale che però non è un obbligo, bensì una possibilità. Augusta ad esempio, seconda città della provincia, non ha modificato la composizione numerica della giunta. Siracusa invece sì.
“E’ una pratica, quella del continuo cambio di assessori, molto comune a chi ha preceduto il sindaco Italia. Garozzo, di cui l’attuale sindaco è stato vice e unico tra gli assessori a non essere stato mai sostituito, ha prodotto ben 24 cambi in 5 anni”, commentano Paolo Ficara, Filippo Scerra e Stefano Zito, rispettivamente parlamentari nazionali e deputato regionale del MoVimento 5 Stelle.
“L’attuale “nuova” amministrazione sembra aver intrapreso la vecchia strada che, certamente, non ha giovato e non può giovare a quella che dovrebbe essere la continuità di un’azione politica forte ed efficace. La ripartizione dei compiti che gli assessori ricoprono in seno ad una giunta rappresenta una delle criticità maggiori, con ricadute immediate sul buon esito dell’azione amministrativa. Non si può pensare di governare una città senza dare continuità all’azione dei singoli uffici. E con continui cambi di assessori e linea politica non si va lontano” proseguono.
Le problematiche ataviche che Siracusa si porta dietro da decenni sono, senza dubbio, collegate ad un modo di fare politica che non si preoccupa di dare concretezza e solidità ad un progetto iniziale per vivere invece di accordi temporanei, alleanze strategiche, cambi di casacca che nulla hanno a che fare con l’interesse della collettività che si viene chiamati ad amministrare.
“Il sindaco Italia prenda atto della necessità di iniziare a fare qualcosa di utile e produttivo per tutti. Con uno slogan: “Meno assessori, più fatti o torni subito a casa”. Anche perché sorge spontanea la domanda: due assessori in più determinano altre due indennità di carica da riconoscere, aumentando il costo della politica alimentato dalle tasse dei siracusani? Oppure si procederà rimodulando quella che già oggi è la spesa complessiva, riducendo l’indennità riconosciuta ai singoli assessori? La Regione su un punto è stata chiara: aumentare gli assessori non comporta alcuna variazione di spesa per la Regione, quindi in caso di spesa maggiore si possono utilizzare solo soldi comunali. A poco servirebbe ricordare il taglio alle indennità del 20% autodeterminato dalla giunta in carica, se poi si aumenta il numero degli assessori” concludono Ficara, Scerra e Zito.

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