Una strada intitolata a Giuseppe Panìco, il sindaco Italia: “Un cittadino di cui essere onorati”

Siracusa. È stata inaugurata stamattina la via Giuseppe Panìco, intitolata all’avvocato ed esponente di primo piano della Sinistra siracusana morto l’1 maggio del 1997, una strada che collega la vie Turchia ed Antonello da Messina delimitata a destra e sinistra dai palazzi dell’Agenzia delle entrate e dell’Archivio di stato. A scoprire la targa toponomastica è stato il sindaco, Francesco Italia, assieme ad alcuni componenti della famiglia: la figlia Anna Maria Panìco, il nipote, Giuseppe Maria Morgia, le nipoti Anna Panìco e Silvana Mirosola e il cugino Ernesto Panìco.
“Giuseppe Panìco – ha detto il sindaco Italia – è stato un cittadino di cui essere onorati e, dunque, sono felice di dedicargli una via. Un avvocato che ha mostrato sempre grande attenzione alle persone più fragili e che come politico, oltre che essere mosso da un forte senso della giustizia sociale, si è impegnato in battaglie qualificanti per il territorio, per l’ambiente e per il centro storico. Con questa intitolazione stimoliamo la memoria dei siracusani e attraverso la memoria riceviamo ispirazione per fare sempre meglio”.
Alla cerimonia è intervenuta la consigliera comunale Pamela La Mesa, che nella veste di presidente della circoscrizione Grottasanta mosse i primi passi per l’intitolazione di una strada e che ha ricordato come nel suo quartiere l’avvocato Panìco fosse molto conosciuto proprio tra le famiglie più povere. A tracciare il profilo del professionista e dell’uomo politico sono stati Corrado Giuliano ed Ermanno Adorno (che ha proposto una giornata di studi storici sul noto siracusano), anche loro tra i più attivi nel promuovere l’iniziativa nella commissione toponomastica, mentre la nipote Anna Panìco ha letto un ricordo del decano degli avvocati siracusani, Corrado Piccione. Alla cerimonia era presente, tra gli altri, il presidente dell’Ordine degli avvocati di Siracusa, Francesco Favi.
Nato a Siracusa il 15 maggio del 1918, Giuseppe Panìco morì pochi giorni prima che compisse 79 a anni. Dopo l’adesione al Partito d’azione e un’esperienza nel Partito repubblicano, fu un esponente di primo piano della Sinistra siracusana, con rapporti anche a livello nazionale, prima nel Psi e poi nel Psiup, del quale fu segretario provinciale e capogruppo in consiglio comunale dal ’64 al ’72.
Sia nell’impegno politico che in quello professionale si distinse per l’attenzione rivolta ai settori più poveri della popolazione, per il territorio e contro ogni forma di speculazione. Componente del Comitato per la Città e della Lega per l’Ambiente, Panìco lottò per la difesa dei patrimonio storico e culturale e per la pedonalizzazione di Ortigia. Fu attivo anche in campo culturale e fu tra i fondatori dell’Asam, assieme a un gruppo di intellettuali che vantava una qualificata competenza in campo musicale.

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