Droga, Tiziana Urso, il fratello Pasqualino e Sebastiano Lorefice attesi il 14 ottobre dal Riesame

Palermo. E’ stata fissata per lunedì 14 ottobre l’udienza camerale del Tribunale del Riesame che dovrà decidere sul ricorso presentato dai siracusani Tiziana Urso, il fratello Paqualino Urso e Sebastiano Lorefice, contro l’applicazione della custodia in carcere per la donna e degli arresti domiciliari per i due uomini, disposta nei loro confronti dal Giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Palermo, Fabio Molinari. I due fratelli Urso e il Lorefice sono coinvolti nell’operazione antidroga denominata “Green finger”, effettuata dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Palermo. Tiziana Urso, 43 anni, Pasqualino Urso, 47 anni, fratello di Tiziana, e Sebastiano Lorefice, 42 anni sono accusati di associazione finalizzata al traffico degli stupefacenti. Sottoposti ad interrogatorio di garanzia, i fratelli Urso e il Lorefice hanno ammesso di avere avuto degli incontri con alcuni corrieri palermitani, ma nessuno dei tre ha detto che gli incontri si tenevano per comprare sostanze stupefacenti.
C’è un quarto siracusano coinvolto nella retata antidroga ma contro di lui il Gip non ha applicato alcuna misura cautelare. Il quarto siracusano si chiama Fabio Salerno ed è indagato in stato di libertà.
I tre siracusani arrestati sono assistiti dall’avvocato Junio Celesti.
La maggior parte dei trafficanti di droga risiede a Palermo. La misura cautelare della custodia in carcere è stata emessa nei confronti di Salvatore Drago Ferrante, 55 anni, Alessandro Longo, 36 anni, Alessandro Anello, 39 anni, Angelo Cacocciola, 41 anni, Giuseppe De Luca, 42 anni, Agostino Giuffrè, 55 anni, Giuseppe Bronte, 25 anni, Mohammed Elsarar, 63 anni e la siracusana Tiziana Urso. Agli arresti domiciliari sono stati sottoposti Leonardo Alfano, 28 anni, Giuseppe Chiavello, 43 anni, Gaetano D’Amora, 38 anni, Gianfranco Di Benedetto, 29 anni, Vincenzo Di Maio, 33 anni, Pietro Lo Duca, 31 anni, Sebastiano Lorefice, 42 anni, Roberto Pasca, 41 anni, Calogero Rio, 57 anni, Johnny Salerno, 24 anni e Pasqualino Urso, 47 anni. Sono tutti accusati di associazione finalizzata al traffico delle sostanze stupefacenti che arrivavano dall’Argentina e dal Marocco. Per depistare i poliziotti i trafficanti parlavano di corse di galoppo e di trotto e ovviamente di cavalli. Nell’ordinanza cautelare, firmata dal Gip Fabio Molinari, viene citata la conversazione che si sono scambiati Giuseppe Bronte e il siracusano Pasqualino Urso, nel corso della quale quest’ultimo dice al suo interlocutore: “Vedi che voglio un velocista, bello, veloce”. E Bronte risponde: “Ah, allora lo vuoi per i mille metri? No, duemila metri?”. E Urso: “Velocista per i duemila metri è, velocista è per i mille metri. Duemila metri è meglio un cavallo che ti tiene sempre lo stesso passo”.

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