Giornate Fai di Autunno, l’assessore Fabio Granata: scopriamo luoghi sconosciuti

Siracusa. “Due giornate di alto valore che rappresentano una cucitura dell’identità storica e culturale di Siracusa, dalla città a Belvedere, senza necessariamente focalizzare l’attenzione sul centro storico”. Lo ha detto stamattina l’assessore alla Cultura e al Turismo, Fabio Granata, presentando a Villa Reimann l’ottava edizione della Giornate Fai d’Autunno. Con lui, il capo delegazione Fai di Siracusa, Sergio Cilea; il suo predecessore, Gaetano Bordone; il presidente del Consorzio Universitario Archimede, Silvano La Rosa, ente affidatario della dimora storica di via Necropoli Grotticelle. Tenendo fede all’obiettivo di aprire al pubblico luoghi di interesse regolarmente non visitabili, quest’anno la scelta è caduta sul Semaforo di Belvedere, nella lingua popolare chiamato anche “Pitollo”, e sui giardini di Villa Rimann con l’annessa Latomia del Carratore (dal nome della famiglia che ne è proprietaria), la più piccola cava di pietra di Siracusa conosciuta anche col nome di Latomiuncola. “Sono due luoghi – ha detto Granata – dotati di forte specificità, che sono sconosciuti alla stragrande maggioranza dei siracusani ma che sono a pieno titolo parte integrante della storia cittadina. Meritevolmente, il Fai li rende fruibili per due giorni, in linea con una tradizione che ha reso questa associazione tra quelle in Italia di maggior prestigio e apprezzate per l’attenzione verso i beni comuni. Sono certo che i visitatori rimarranno stupiti da questi siti”. I giardini di Villa Reimann raccolgono oltre 270 specie botaniche la cui cura e affidata ad un gruppo di lavoro coordinato proprio da Sergio Cilea; discorso simile per la parte archeologica dalla Villa, affidata ad un gruppo guidato dall’archeologo Lorenzo Guzzardi. Il presidente del Consorzio Archimede, La Rosa, si è detto molto soddisfatto di accogliere il Fai e degli interventi di recupero della Villa effettuati in questi mesi grazie alla collaborazione con Comune, associazioni e volontari.

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