Ferì ai glutei un ciclista con un colpo di pistola: per il Riesame non s’è trattato di tentato omicidio

Pachino. Accogliendo parzialmente l’appello dell’avvocato Giuseppe Gurrieri, i giudici del Riesame hanno “cestinato” il reato di tentato omicidio contestato al pachineser Sebastiano Izzo, 25 anni, confermando le altre accuse mosse a suo carico e precisamente quelle di detenzione e porto illegali di una pistola modificata calibro 7,65 e lesioni personali ai danni di un diciannovenne. Dai giudici del Riesame di Catania non è stata modificata la misura cautelare applicatagli dal Giudice delle indagini preliminari Carmen Scapellato: quella della detenzione in carcere.
Rimane, invece, agli arresti domiciliari l’amico di Sebastiano Izzo, il ventiduenne Rosario Caruso, che, peraltro, ha rinunciato a proporre appello contro l’ordinanza cautelare del Gip Carmen Scapellato, che gli aveva applicato gli arresti domiciliari da espiare presso l’abitazione della madre, residente a Ragusa. Rosario Caruso è difeso dall’avvocato Salvatore Lucenti.
Per la pistola usata da Sebastiano Izzo per attingere ai glutei il ciclista di 19 anni, tre giorni fa è stata arrestata sua madre, Adele Falco, colpita dalla misura cautelade degli arresti domiciliari per detenzione illegale dell’arma.
Sebastiano Izzo, 25 anni e di Rosario Caruso, 22 anni, sono stati tratti in arresto dagli agenti del Commissariato della Polizia di Stato di Pachino per il ferimento del ciciista di diciannove anni, avvenuto la sera del 19 settembre in Via Torino, nel centro abitato di Pachino.
E’ stato il Pubblico Ministero Carlo Enea Parodi ad avere firmato il decreto di fermo giudiziario nei confronti dei due pachinesi per i quali, all’udienza di convalida del fermo, ha chiesto la misura della custodia in carcere per Sebastiano Izzo, reo confesso di essere stato lui ad avere esploso il colpo di pistola, e quella degli arresti domiciliari per Rosario Caruso, proprietario e conducente della Fiat 500 su cui viaggiava il pistolero Izzo. La richiesta del Pubblico Ministero Parodi è stata accolta dal Gip Carmen Scapellato, ma adesso il Riesame ha annullato il reato di tentato omicidio poichè il ciclista non ha riportato una ferita tale da far temere per la sua vita. Infatti, il diciannovenne, dopo essere stato medicato dai sanitari dell’ospedale di Avola è stato dimesso con una prognosi di guarigione in pochi giorni.

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