Il Comitato Stop Veleni su qualità dell’aria, miasmi industriali e episodi di propagazione odorigena

Augusta. Il Comitato Stop Veleni Augusta, Melilli, Priolo Gargallo, Siracusa, a conclusione della pubblica assemblea, ha redatto un comunicato in cui fa il punto della situazione e le iniziative da intraprendere per migliorare la qualità dell’aria nei comuni che confinano con il polo petrolchimico. E soprattutto i rimedi per impedire il ripetersi di episodi di propagazione odorigena a causa dei miasmi industriali.
“Dall’esame del Piano della Tutela della Qualità dell’Aria (PQA) è emerso l’impegno profuso con la finalità di migliorare le criticità riscontrate nell’attuale sistema di rilevazione delle emissioni nocive in atmosfera.Il PQA costituisce un primo essenziale contributo per contrastare l’attuale stato in cui versa l’ambiente nel perimetro individuato come IT1914, SIN Priolo, esso rappresenta un importante strumento di ausilio ai cittadini,alle amministrazioni ed alle Agenzie preposte alla protezionedell’ambiente.Il rimando all’attuale quadro normativo internazionale, comunitario enazionale viene recepito dalla Regione con l’obiettivo unico della tutela della salute dell’ambiente.L’area IT1914, nel 1990 dichiarata dal Consiglio dei Ministri a elevato rischio di crisi ambientale (AERCA) ed inserita nel 1998 tra i SIN con la L.426 e si estende per circa 5814 ettari (2134 in area strettamente industriale) ospita una fitta ed articolata rete di Impianti industriali con inevitabile impatto sull’ambiente e sulla salute degli abitanti.Nella detta area pregna di impianti industriali (il Polo industriale siracusano è secondo in Europa) non vi è traccia di diffusa progettazionein riconversione ed anzi sono numerose le istanze autorizzative, a giustificazione del crescente bisogno occupazionale, in nome della vocazione industriale del territorio. I siti bonificati sono inpercentuale irrilevante, laddove l’unica crescita occupazionale sicura,non può che derivare dal lavoro di bonifica da avviarsi immediatamente. Il Comitato lamenta una carenza di dati di rilevazione della qualitàdell’aria che certamente verrà colmata dal varato PQA ma che a oggi versa in uno stato di bisogno.
Le centraline in dotazione AERCA sono in numero di tre appartenenti ad Arpa Siracusa, incapaci tuttavia di correlare le rilevate emissioni alla fonte inquinante specifica, ulteriori otto centraline del Libero Consorzio Comunale (ex Provincia), in prevalenza stazioni da traffico urbano, che valida i dati censiti inviandoli all’ARPA. Vi è inoltre una centralina gestita da Arpa Sicilia in territorio di Augusta che misura gli idrocarburi non metanici ed altra di proprietà del Libero Consorzio che misura l’idrogeno solforato (entrambe sostanze non normate). Infine ARPA Siracusa possiede una centralina mobile attiva con misurazioni h24 di COV e inquinanti delle c.d. “emissioni diffuse” e “fuggitive” proprie dei processi produttivi della raffinazione del petrolio in ambito petrolchimico, dotato di programma software che analizza i gas massa trasportabili, sistemicamente progettato con intrappolamento campioni e analisi monitoraggio “in continuo”. Detta ultima centralina mobile è altresì dotata di sensori meteo di misurazione del vento, della temperatura, della pressione atmosferica, delle precipitazioni, dell’umidità e dell’irraggiamento.Con esclusione della detta ultima centralina, dunque può affermarsi senza tema di smentita che manchi nel territorio di cui in oggetto (si ribadisce il secondo per grandezza in Europa) una consona copertura di punti di rilevazione dati della qualità dell’aria con qualificazione sistemica,correlata alle fonti emissive, in modalità h24 ad elaborazione immediata,con software dati meteo.Ben riconoscendo l’importante compito che la Regione si accinge a svolgere,con il nuovo PQA che integrerà con 25 nuove centraline alcune specificamente in area industriale l’attuale assetto sopra richiamato, sancendo nuove prescrizioni in caso di sforamenti, introducendo misurazioni di sostanze ad oggi non normate (gli IPA su tutte), rivedendo le AIA sia sui limiti di emissione che sui valori per concentrazioni medie orarie di alcuni inquinanti, con la presente il sottoscritto Comitato Stop Veleni Augusta Priolo Melilli Siracusa, che opera da anni nell’area del SIN Priolo e svolge un ruolo di sentinella dei luoghi, vuole sottoporre all’attenzione degli odierni destinatari il sottoelencato schema argomentale sul quale chiede si costituiscano tavoli permanenti di lavoro ai quali chiede sin d’ora di essere incluso:1) Posizionamento di Punti di rilevamento h24 in prossimità di tutte in zona AERCA con gestione dei campionamenti sistemico e qualificato; 2) istituzione di un numero verde unico o presso i Comuni SIN o presso ARPA Siracusa per le segnalazioni dei disturbi olfattivi; 3)adozione di rapide ed efficaci prescrizioni avverso le immissioni in atmosfera di quelle sostanze tossiche, nocive non normate ma per conclamata letteratura scientifica ritenute etiologicamente correlate a gravi patologie persino a nefasto esito, 4) sperimentazione, in accordo tra tutti i Sindaci dei comuni dell’area SIN, di tavoli permanenti con incontri mensili, adozione di linee guida per le ordinanze in ipotesi di criticità similari (ordinanze uguali per eventi uguali), in un obiettivo unico pro ambiente, pro salute, presenti ARPA, ASL, Prefettura, Protezione Civile e rappresentanti della società civile; 5) bollettini di allerta miasmi sulla scia del wind day già adottato inalcuni SIN (v. Taranto, Falconara), diramati al fine di rendere edotti i cittadini del possibile verificarsi di eccezionali episodi di propagazione odorigena; 6) implementazione in sede ARPA Siracusa di adeguato organico autorizzato a intervenire h24 in risposta alle segnalazioni raccolte, atteso che i posizionandi “nasi” elettronici funzioneranno h24; 7) Istituzione presso il Comando Carabinieri per la Tutela Ambientale di Siracusa un ufficio NOE specializzato nell’opera di vigilanza e di contrasto dei fenomeni di inquinamento in provincia. Solo un procedere sistemico e qualificato tra i soggetti coinvolti che si confrontino stabilmente, pur nelle differenti declinazioni pratiche, potrà essere funzionale all’obiettivo della salvaguardia dell’ambiente e della salute a partire da ARPA e ASL che devono intraprendere un lungo percorso collaborativo e mettere in rete i rispettivi dati”.

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