Il Magistrato di sorveglianza dispone la detenzione domiciliare per un detenuto di 70 anni

Siracusa. Accogliendo l’istanza dell’avvocato Domenico Mignosa il Magistrato di sorveglianza del Tribunale aretuseo ha disposto la scarcerazione di Carmelo Cassia, 70 anni, a causa delle sue precarie condizioni di salute che i medici hanno definito incompatibili con la detenzione in carcere. L’anziano detenuto dovrà espiare presso la propria abitazione in regime di detenzione domiciliare il residuo della condanna a sette anni e dieci mesi di reclusione inflittagli perchè colpevole di associazione finalizzata al traffico di droga. Una decisione umanitaria quella adottata dal Magistrato di Sorveglianza in linea con una precedente ordinanza con la quale il Cassia era stato scarcerato e sottoposto alla misura della detenzione ai domiciliari a causa delle sue gravi condizioni di salute. Aveva sollevato sdegno e rabbia nei familiari del Cassia la decisione della Procura Generale presso la Corte d’Appello di Catania che, ignorando il provvedimento emesso dal Tribunale di Sorveglianza etneo, aveva firmato l’ordine di carcerazione a carico del settantenne Carmelo Cassia, in quanto erano divenute definitive alcune sentenze di condanna alla pena complessiva di 8 anni, 11 mesi e 15 giorni di reclusione per i reati di traffico di sostanze stupefacenti, ricettazione e danneggiamento. L’ordine di carcerazione, trasmesso alla Squadra Mobile di Siracusa, è stato eseguito il 26 settembre scorso. Pur essendo malandato di salute e con gravi problemi di natura cardiologica, nonchè per avere subito un intervento chirurgico che si è reso necessario per togliergli un rene che non funzionava bene, Carmelo Cassia si è alzato dal letto, ha indossato gli abiti e ha seguito i poliziotti della Squadra Mobile che, come disposto dall’ordine di carcerazione, lo hanno tradotto alla Casa Circondariale di Cavadonna.
Il difensore di Carmelo Cassia, avvocato Domenico Mignosa, ha immediatamente presentato istanza di sospensione del provvedimento di espiazione pena in carcere per gravi motivi di salute. Il penalista ha prodotto una copiosa certificazione medica che dava conto delle effettive condizioni di salute del settantenne e, inoltre, ha prodotto la copia del ricorso per Cassazione contro la condanna del suo cliente alla pena di tre anni di reclusione per ricettazione. Invece il procuratore generale presso la Corte d’Appello di Catania aveva ritenuto già passate in giudicato sia la sentenza per traffico di droga che quella per ricettazione e secondo i calcoli del magistrato Carmelo Cassia avrebbe dovuto espiare in carcere otto anni, undici mesi e quindici giorni di reclusione.
In realtà, il Cassia deve scontare sette anni e dieci mesi per traffico di sostanze stupefacenti nell’ambito dell’operazione antidroga denominata “Itaca”. La condanna a tre anni di reclusione per danneggiamento e ricettazione non la deve scontare poichè ancora la Suprema Corte di Cassazione non ha deciso se accogliere o rigettare il ricorso presentato dall’avvocato Domenico Mignosa.

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