Per motivi di salute Salvatore Brancato sconterà a casa la condanna a 3 anni e 4 mesi

Siracusa. La malattia è top secret ma per i medici ha minato le condizioni di salute di Salvatore Brancato, 35 anni, al punto da risultare incompatibili con l’ambiente carcerario. I medici hanno suggerito o la detenzione domiciliare o quella presso una struttura sanitaria. Il Magistrato di Sorveglianza del Tribunale di Siracusa ha optato per la detenzione domiciliare e ha firmato il decreto di immediata scarcerazione di Salvatore Brancato, che, a distanza di poche ore dalla decisione del giudice, ha lasciato il carcere e ha fatto rientro presso la propria famiglia, da dove mancava dal 17 febbraio scorso quando venne arrestato dai Carabinieri della Sezione Operativa del Norm della Compagnia di Siracusa e rinchiuso nella Casa di Reclusione di Brucoli per scontare la pena di 3 anni, 4 mesi e 4 giorni di reclusione a seguito di condanna ad anni 5 per estorsione aggravata ai danni dell’autosalonista Marco Monteneri, con l’aggravante del metodo mafioso, derivante dal vincolo associativo al clan “Bottaro-Attanasio”.
Salvatore Brancato si era reso irreperibile il 18 settembre 2018, data in cui l’Ufficio esecuzioni penali della Procura Generale presso la Corte d’Appello di Catania aveva emesso l’ordine di esecuzione per la carcerazione nei suoi confronti, provvedimento che non era mai stato eseguito poiché lo stesso si era deliberatamente sottratto all’arresto.
Salvatore Brancato, a seguito della sentenza della Suprema Corte di Cassazione, si era allontanato da Siracusa ed era riuscito a trasferirsi all’estero, a quanto pare nell’isola di Malta, dove ha soggiornato fino allo scorso mese di febbraio. Rientrato a Siracusa è stato catturato dai Carabinieri che, avendo intercettato delle telefonate tra il Brancato e i suoi familiari, la sera del 17 febbraio gli hanno dato il benvenuto mettendogli le manette ai polsi. Salvatore Brancato è stato rinchiuso in una cella della Casa di Reclusione di Brucoli, dove le sue condizioni di salute sono peggiorate al punto da indurre i sanitari che lo hanno visitato di chiedere la sua immediata scarcerazione.
Salvatore Brancato, cresciuto praticamente nel clan “Bottaro-Attanasio”, è stato più volte arrestato dalle forze dell’ordine per detenzione illegale di armi e per trasporto di droga. Nel giugno del 2013 venne sottoposto a fermo di indiziato di delitto di estorsione in quanto l’autosalonista siracusano Marco Montoneri lo accusava di avere acquistato una Golf e di non avergliela pagata così come gli altri componenti del clan del clan “Bottaro-Attanasio”, tra cui Michelino Cianchino, arrestato anche lui dai Carabinieri del Comando provinciale di Viale Tica una ventina di giorni fa, che si era dato uccel di bosco non appena aveva saputo che la Suprema Corte aveva confermato la sentenza a carico di tutti gli imputati accusati di avere preso a sbafo macchine e moto nell’autosalone di Marco Montoneri.
Dopo la cattura di Cianchino, che deve espiare una condanna di quattro anni e dieci mesi, restava ancora irreperibile Salvatore Brancato, difeso dall’avvocato Domenico Mignosa. Una mirata attività info-investigativa condotta dai Carabinieri ha permesso di individuare la presenza dell’uomo nel capoluogo, dal quale si era allontanato, e di intercettarlo mentre, alla guida di un’autovettura intestata ad un familiare, percorreva la strada provinciale 14 Fusco – Canicattini Bagni – Passoladro. L’azione dei militari, scrupolosamente pianificata, consentiva di precludere ogni possibilità di fuga da parte del ricercato, il quale, una volta fermata la marcia del mezzo, non opponeva alcuna resistenza alla sua cattura.
Sul conto del Brancato pendeva inoltre un’ulteriore ordinanza, anch’essa emessa dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Catania, di ripristino della custodia cautelare in carcere, scaturita a seguito della sua irreperibilità, che aveva determinato la violazione dell’obbligo di dimora cui era sottoposto. Anche quest’ultimo provvedimento restrittivo veniva così notificato al Brancato, ormai assicurato alla giustizia. Entrambe le condanne il Brancato le sconterà nell’abitazione dei propri genitori. Così ha deciso il Magistrato di Sorveglianza del Tribunale di Siracusa, accogliendo l’istanza presentata dall’avvocato Domenico Mignosa.

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