Melilli, liberato dal Gip il 37enne accusato di violenza sessuale su una ragazza di 16 anni

Melilli. Il Giudice delle indagini preliminari Carmen Scapellato ha convalidato il fermo giudiziario disposto dal Pubblico Ministero Marco Dragonetti nei confronti del disoccupato di 37 anni accusato di violenza sessuale su una ragazza di sedici anni, ma ha ordinato la sua immediata scarcerazione. Secondo l’opinione del Gip le esigenze cautelari possono essere salvaguardate sottoponendo l’indagato al divieto di avvicinamento alla vittima degli abusi sessuali, che oggi ha 17anni, ed al divieto di allontanarsi dal nostro Paese senza l’autorizzazione dell’Autorità Giudiziaria. Innanzi al Gip l’indagato, che viene difeso dall’avvocato Salvo Sbona, si è avvalso della facoltà di non rispondere. L’indagato non ha reso alcuna dichiarazione spontanea e ha lasciato l’aula del Gip in cui si è svolta l’udienza di convalida del fermo ed il Palazzo di Giustizia con la bocca ermeticamente chiusa.
Quello che sorprende non è tanto la decisione del Gip Scapellato quanto la richiesta avanzata dal Pubblico Ministero Marco Dragonetti. Il sostituto procuratore, che aveva disposto il fermo del disoccupato di Melilli, innanzi al Gip non ha più chiesto l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari come precedentemente disposto, ma ha ripiegato nella direzione dell’applicazione di misure non afflittive. Infatti, ha sollecitato che l’indagato venisse sottoposto al divieto sia di avvicinamento alla persona offesa sia di allontanamento dall’Italia senza l’autorizzazione dell’Autorità Giudiziaria.
Evidentemente il quadro probatorio, inizialmente ritenuto inconfutabile, presenta delle lacune che hanno indotto il Pubblico Ministero Dragonetti alla cautela.
L’attività investigativa trae origine allorquando i Carabinieri della Stazione ricevevano le denunce della madre di una ragazza 16enne, che tra il mese di agosto e ottobre 2018, avrebbe più volte ricevuto “strane attenzioni” da parte del trentasettenne.
Secondo i militari dell’Arma, il trentasettenne si sarebbe reso responsabile di molteplici atti sessuali nei confronti della sedicenne, nonostante la sua contrarietà. Il provvedimento cautelare del fermo scaturisce appunto dalle risultanze delle incisive indagini dei Carabinieri di Melilli che hanno fornito al procuratore capo Sabrina Gambino e al sostituto procuratore Marco Dragonetti la descrizione di vari episodi che la giovane aveva subito, nonché il fondato motivo di ritenere che l’indagato si stesse organizzando per una imminente fuga. Dopo l’esecuzione del decreto di fermo i magistrati della Procura hanno scelto la linea morbida verso il trentasettenne che, dopo 48 ore trascorse ai domiciliari, è stato rimesso in libertà anche se rimane l’accusa di violenza sessuale. Gli inquirenti gli hanno evitato di finire alla gogna, non rivelando agli organi d’informazione le sue generalità. E meno male che il riserbo sulle generalità del sospetto stupratore sia stato rigorosamente rispettato dagli inquirenti e dai media.

CONDIVIDI