Operazione Aretusa: lunedì 21 ottobre la prima uscita di Franco Satornino nelle vesti di pentito

Siracusa. Franco Satornino, 64 anni, considerato il capo di una cellula di trafficanti di droga, che ha iniziato a collaborare con la giustizia nello scorso mese di luglio, sarà il principale testimone della pubblica accusa al processo scaturito dall’operazione antidroga denominata “Aretusa”. Il Pubblico Ministero Alessandro La Rosa ha deciso di sottoporlo ad interrogatorio per riferire in aula, innanzi ai giudici del Tribunale penale del lunedì (presidente, Antonella Coniglio; a latere. Giuliana Catalano e Liborio Mazziotta) e alla presenza dei suoi ex compagni dediti al traffico delle sostanze stupefacenti, le accuse che lui muove a se stesso ( e sì, Franco Satornino è imputato in questo processo e deve rispondere del reato di traffico di sostanze stupefacenti con l’aggravante di avere promosso l’attività della cellula da lui costituita) e a tutti gli altri imputati. è da oggi, ufficialmente, un nuovo collaboratore di giustizia. Nel periodo in cui riveste i panni del pentito, Franco Satornino è stato “intervistato” più volte dal Pubblico Ministero La Rosa, magistrato in servizio alla Procura Distrettuale Antimafia di Catania, e ogni volta ha reso delle dichiarazioni in cui riferisce nomi e cognomi dei componenti del suo gruppetto, le generalità al completo dei trafficanti di droga delle province di Palermo e di Catania dove lui acquistava i quantitivi di stupefacenti che poi rivendeva ai tossici residenti nella città capoluogo ed in altri comuni della provincia di Siracusa. Non solo. Satornino ha parlato anche dei coimputati e del defunto Luigi Cavarra, ex appartenente al clan mafioso “Bottaro-Attanasio” e tra i maggiori trafficanti di droga delle piazze siracusane. Mentre prima le dichiarazioni venivano rese alla presenza di qualche investigatore dell’Arma dei Carabinieri e del Pubblico Ministero La Rosa, adesso Franco Satornino dovrà ripeterle in aula, dove all’interno delle gabbie di vetro sono rinchiusi gli imputati arrestati nell’ambito dell’operazione antidroga denominata “Aretusa”. Satornino si collegherà in videoconferenza con l’aula di Corte d’Assise del Tribunale di Siracusa, dal carcere in cui è stato rinchiuso dal giorno in cui ha comunicato la sua intenzione di collaborare con la giustizia. Da lunedì 21 ottobre comincia la settimana di sciopero dei penalisti, ma quelli che difendono gli imputati del processo scaturito dall’operazione “Aretusa” non si asterranno dall’udienza anche per non perdersi la grande occasione di controesaminare Franco Satornino che ne ha cose da raccontare non solo in materia di spaccio e traffico di sostanze stupefacenti ma anche di usura e di intrecci con ambienti politici locali.
La Difesa di Franco Satornino viene assicurata dall’avvocato Carmela Maria Barbera, che assiste collaboratori di giustizia fuoriusciti dalle cosche mafiose del Sirausano. Prima di iniziare la strada della collaborazione con la giustizia Franco Satornino veniva assistito dagli avvocati Luca Brandino e Junio Celesti i quali sono stati spiazzati dalla decisione dell’anziano imputato in quanto avevano entrambi presentato la istanza di revoca della misura cautelare della custodia in carcere e applicare all’anziano imputato la misura meno afflittiva degli arresti domiciliare. Ma il Collegio giudicante aveva rigettato l’istanza. L’avvocato Brandino, tra l’altro, era riuscito a vincere un ricorso contro la richiesta della Procura tesa a fare sottoporre alla misura di sicurezza della sorveglianza speciale Franco Satornino, ritenuto elemento socialmente pericoloso per la collettività. Ma il Collegio della Libertà aveva accolto l’opposizione dell’avvocato Luca Brandino il quale aveva sottolineato che in assenza di una sentenza di condanna non si poteva dichiarare soggetto socialmente pericoloso l’anziano imputato.
Alla scorsa udienza, il Pubblico Ministero La Rosa ha esaminato in videoconferenza Nini Tistuni di Floridia, all’anagrafe Antonino Correnti, che alcuni anni fa venne fatto bersaglio di una sventagliata di proiettili mentre alla guida del proprio scooter si stava recando nel bar da lui gestito. Correnti è stato per alcune settimane tra la vita e la morte ma, alla fine, è riuscito a salvare la vita e, dopo che i suoi attentatori cercarono di bruciargli la macchina, decise di fuoriuscire dal clan mafioso di Noto di cui era un sodale e iniziò a collaborare con la giustizia. Ninu Tistuni, da non confondere con il Ninu Tistuni di Siracusa, all’anagrafe Antonino De Carolis, ex appartenente al clan Aparo-Santa Panagia, nel corso della sua audizione ha parlato prevalentemente di Luigi Cavarra, dicendo che era un esponente di spicco del clan Bottaro-Attanasio e che si occupava di estorsione e in prevalenza di traffico di sostanze stupefacenti.
Coinvolti nell’operazione antidroga denominata “Aretusa” sono Agostino Urso, Gianfranco Bottaro, Daniele Romeo, Andrea Abdoush, Salvatore Catania, Umberto Montoneri, Concetto Antony Magnano, Massimiliano Midolo, Lorenzo Giarratana, Luigi Urso, Franco Satornino, Gianfranco Urso, Salvatore Silone, Salvatore Quattrocchi; Sebastiano Ricupero, Lorenzo Vasile, Massimiliano Romano, Francesco Fontana, Christian MariaTerranova, Francesco Calì e Angelica Mdolo. Gli imputati sono assistiti dagli avvocati Matilde Lipari, Giuseppe Lipera, Giorgio D’Angelo, Junio Celesti, Stefano Rametta, Giambattista Rizza, Antonio Lo Iacono.
Quasi tutti gli imputati alla sbarra debbono rispondere di associazione finalizzata al traffico delle sostanze stupefacenti e una parte solo di violazione dell’articolo 73 della legge sugli stupefacenti ovvero di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.
La decisione di iniziare a collaborare con la giustizia Franco Satornino sembra averla presa in seguito al rigetto da parte del Collegio giudicante della istanza presentata dall’avvocato Junio Celesti tesa a ottenere che fosse tramutata in arresti domiciliari la misura restrittiva della custodia in carcere. La presidente Coniglio, rendendo note le determinazioni del Tribunale sull’istanza del penalista, ha comunicato il rigetto poichè a parere dei giudici il quadro probatorio non era assolutamente cambiato. Per cui, Satornino che non è un fesso, ha capito che la sua sorte, con questo Collegio giudicante, era segnata. Ovvero che a Siracusa il processo di primo grado si sarebbe concluso con la sua condanna. E dire condanna vuole significare vedersi comminare una pena di vent’anni di reclusione in considerazione del reato di traffico di sostanze stupefacenti con l’aggravante di essere stato il promotore della associazione.

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