Scarcerati Tiziana Urso e suo fratello Pasqualino, il Riesame di Palermo: indizi carenti

Palermo. Accogliendo il ricorso presentato dall’avvocato Junio Celesti, il Tribunale del Riesame di Palermo ha ordinato l’immediata scarcerazione dei fratelli Tiziana e Pasqualino Urso, annullando nei loro confronti l’ordinanza cautelare del Gip Fabio Molinari che aveva disposto la misura della custodia in carcere per la donna e quella dei domiciliari per il fratello. Lunedì verrà depositata la decisione sul terzo siracusano colpito dalla misura cautelare degli arresti domiciliari. Si tratta di Sebastiano Lorefice, 42 anni, anche lui difeso dall’avvocato Junio Celesti. A piede libero viene indagato Fabio Salerno, anch’egli coinvolto nell’operazione antidroga denominata “Green finger”.
Dopo 20 giorni trascorsi nella Casa Circondariale di Piazza Lanza, a Catania, Tiziana Urso ha fatto rientro nella propria abitazione di Siracusa dove ad attenderla c’era il fratello Pasqualino, anche lui felicissimo per la ritrovata liberazione. Per i due fratelli Urso, il Riesame ha detto che sono carenti gli indizi di reità per sostenere l’accusa di associazione finalizzata al traffico degli stupefacenti.
Il Giudice delle indagini preliminari Fabio Molinari ha disposto la misura cautelare della custodia in carcere nei confronti di Salvatore Drago Ferrante, 55 anni, Alessandro Longo, 36 anni, Alessandro Anello, 39 anni, Angelo Cacocciola, 41 anni, Giuseppe De Luca, 42 anni, Agostino Giuffrè, 55 anni, Giuseppe Bronte, 25 anni, Mohammed Elsarar, 63 anni e la siracusana Tiziana Urso, 45 anni. Invece, ha disposto la misura cautelare agli arresti domiciliari per Leonardo Alfano, 28 anni, Giuseppe Chiavello, 43 anni, Gaetano D’Amora, 38 anni, Gianfranco Di Benedetto, 29 anni, Vincenzo Di Maio, 33 anni, Pietro Lo Duca, 31 anni, Sebastiano Lorefice, 42 anni, Roberto Pasca, 41 anni, Calogero Rio, 57 anni, Johnny Salerno, 24 anni e Pasqualino Urso, 47 anni. Sono tutti accusati di associazione finalizzata al traffico delle sostanze stupefacenti che arrivavano dall’Argentina e dal Marocco. Per depistare i poliziotti i trafficanti parlavano di corse di galoppo e di trotto e ovviamente di cavalli. Nell’ordinanza cautelare, firmata dal Gip Fabio Molinari, viene citata la conversazione che si sono scambiati Giuseppe Bronte e il siracusano Pasqualino Urso, nel corso della quale quest’ultimo dice al suo interlocutore: “Vedi che voglio un velocista, bello, veloce”. E Bronte risponde: “Ah, allora lo vuoi per i mille metri? No, duemila metri?”. E Urso: “Velocista per i duemila metri è, velocista è per i mille metri. Duemila metri è meglio un cavallo che ti tiene sempre lo stesso passo”.
La conversazione intercettata dai poliziotti, il cui contenuto sembrava lasciare intendere che si parlasse di compravendita di ingenti quantitativi di cocaina, è rimasta senza alcun riscontro in quanto i poliziotti della Squadra Mobile della Questura di Palermo non hanno sequestrato ai fratelli Tiziana e Pasqualino Urso alcun quantitativodi droga.

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