Il messaggio di Fai, Fatuzzo e Rotondo pro Pd nel momento in cui Cafeo va con Renzi

Siracusa. Roberto Fai, Marco Fatuzzo, il senatore Antonio Rotondo ed altri si sono risvegliati con un nobile messaggio per dare solidarietà al PD nel momento in cui Giovanni Cafeo starebbe per attraversare il Rubicone per andarsi a conquistare un posto di avanguardia con Renzi.
E’ nobile il loro attaccamento al partito, ma sfugge loro che la vera battaglia non è per difendere un partito, ma quella di difendere il valore ”Democrazia Liberale” a cui abbiamo sempre creduto e per cui ci siamo sempre battuti (per amor del vero per alcuni dei firmatari del messaggio, l’amore per la ”democrazia liberale” è nato dopo la caduta del muro di Berlino).
L’avversario da battere è il populismo che sta generando in tutto il mondo ed anche in Europa le ”democrazie illiberali” che nel nome di un nazionalismo esasperato creano nei vari paesi leader autocratici che soffocano il dissenso e il giornalismo indipendente e riescono perfino a condizionare la magistratura.
Gli esempi sono a noi vicini; non soltanto Erdogan in Turchia, ma nel cuore dell’Europa abbiamo Orban che nella sua Ungheria va comprimendo valori fondamentali della ”democrazia liberale”, ma anche in Slovacchia fino alla elezione di qualche settimana fa di Zuzana Caputova che fa ben sperare.
Ma anche la cattolicissima Polonia ha chiuso inesorabile le porte ai migranti in nome di un nazionalismo figlio del populismo.
Ma segnali in tal senso si colgono anche da una delle regine della ”democrazia liberale“ gli Stati Uniti d’America dove Trump va autoescludendosi da trattati che regolavano la vita del pianeta a partire da quello del commercio internazionale a quello sulle armi nucleari.
Per tornare ai fatti di casa nostra, l’avversario non è Renzi che vuole acchiappare i voti di un centro che è allo sbando.
La vera battaglia è quella di difendere ”la democrazia liberale” del nostro Paese contro chi va cercando ”pieni poteri” ed organizza una “Marcia su Roma” con treni speciali da tutto il Nord Italia.
Dobbiamo rivolgerci alla società civile; dobbiamo andare a riparlare agli uomini e alle donne di un Pastore e di un Di Vittorio che abbiamo abbandonato al populismo di un Salvini.
Pastore parlava al mondo del lavoro cattolico, Di Vittorio a quello rosso; dobbiamo andare a ricordare a questo popolo che solo le discordie interne del PD gli fanno credere che il populismo della destra o il giacobinismo dei “5Stelle” possono far ripartire la locomotiva Italia.
Un segnale che deve preoccuparci, dopo la marcia su Roma di Salvini, Meloni e Berlusconi con la presenza dei neofascisti di Casa Pound è quello che è avvenuto tre giorni fa in Senato.
La senatrice a vita Segre che porta sul braccio il numero di identificazione di Auschiviz propone una Commissione parlamentare per contrastare ”intolleranza e razzismo ed antisemitismo”.
La proposta è passata per il voto della sinistra; che fossero contro Salvini e Meloni era scontato, ma che si astenesse anche Berlusconi questa è stata una stangata alla ”democrazia liberale” che ci deve far riflettere.
Attenzione: l’astensione è stata la maniera dolce per giustificare un rifiuto netto e preciso.
Ritorniamo agli amici del “nobile messaggio”; voglio dire che sono con loro ma a patto che l’avversario vero sia individuato nella destra italiana populista che vuole portarci ad una ”democrazia illiberale”.
Aspetto una chiamata per difendere insieme i valori a cui abbiamo sempre creduto.
Titta Rizza

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