I messaggi del presidente Mattarella e del sindaco Italia nella giornata delle Forze Armate

Siracusa. Celebrata la ricorrenza del «Giorno dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate»: dopo la deposizione alle ore 9.30 di una corona di alloro al Milite Ignoto presso il Pantheon, successivamente si è svolta alle ore 10 presso la Capitaneria di Porto di Siracusa, la cerimonia militare alla presenza del Viceprefetto Filippo Romano e dal Contrammiraglio Andrea Cottini, Comandante del Presidio Militare di Augusta. Dopo la rassegna dei Reparti di formazione, è stato intonato l’Inno di Mameli, cui ha fatto seguito l’Alzabandiera, il “Silenzio”, il passaggio dei Vessilli dei Comuni della provincia di Siracusa. E’ stato quindi letto il messaggio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “Oggi, 4 Novembre, celebriamo il Giorno dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, in questo 2019, anno centenario del decreto che volle una festività dedicata alla appena conquistata unità della Patria. Settanta anni fa la Repubblica riconobbe, con legge del Parlamento, il 4 Novembre come Giornata dell’Unità Nazionale. Una data in cui si riassumono i valori di una identità nazionale lungamente perseguita dai popoli d’Italia con le aspirazioni risorgimentali e con i grandi sacrifici compiuti dal popolo italiano nella prima guerra mondiale”. “Ricorrono altresì 20 anni dalla legge che apriva alle cittadine italiane l’arruolamento nelle Forze Armate, con un contributo positivo alle capacità del Paese in materia di difesa. Le gesta e l’esempio che hanno contraddistinto il comportamento di tanti militari nelle vicende che hanno accompagnato nei decenni lo sviluppo dell’Italia, ispirano ancora oggi il personale delle Forze Armate, al quale va la riconoscenza di tutto il Paese per il contributo fornito alla sicurezza della comunità nazionale e internazionale”.
Il sindaco, Francesco Italia, che ha partecipato stamattina al Pantheon e al piazzale 4 novembre alle cerimonie per la Festa dell’Unita d’Italia e delle Forze armate, prendendo la parola, ha detto: “Celebriamo oggi una delle giornate più significative della storia della nostra Italia e della Repubblica perché raccoglie in una tre importanti ricorrenze: la vittoria della Prima guerra mondiale, il giorno dell’Unità nazionale e la Festa delle forze armate. Una giornata simbolo perché da sola contiene alcuni degli elementi di cui, come italiani, dobbiamo andare sempre fieri (…). In un mondo costantemente investito da cambiamenti e sfide, le nostre Forze armate danno un contributo di competenza, serietà e affidabilità che accresce il nostro prestigio sui tavoli internazionali. L’Italia di oggi è figlia di quella che l’ha resa grande, di quella che seppe reagire alla dittatura e seppe rinascere dalla disperazione di un dopoguerra che la vedeva prostrata ed arretrata. È figlia dell’Italia capace di rimboccarsi le maniche e di diventare una grande potenza economica, anche se oggi stentiamo a riconoscerla. Sembriamo ripiegati su noi stessi, stentiamo a credere nei giovani e a scommettere nel futuro, preoccupati come siamo di difendere ciò che abbiamo da un ipotetico nemico che spesso identifichiamo nel nostro stesso vicino o in chi, semplicemente, ci chiede aiuto. Ma ciò che è grave è che c’è chi alimenta questi sentimenti per trarne vantaggi e lo fa agitando alcuni di questi simboli che oggi vediamo qui, in questa celebrazione. Simboli di cui tutti siamo orgogliosi, che sentiamo nostri e che vogliamo vedere sventolare, come accaduto in questi decenni, lì dove ci sono delle vite da salvare e da aiutare, ci sono conflitti e guerre da sedare, ci sono terroristi e ingiustizie da combattere, e dove bisogna difendere la pace e la democrazia. Non credo che nei sogni dei nostri padri, dei nostri nonni e degli altri che prima di loro hanno sacrificato la vita per la Nazione ci fosse un’Italia circondata da muri – fisici o virtuali – autocratica e incapace di essere solidale. Se viviamo in pace da 74 anni è perché talvolta gli auspici si avverano e, dunque, siamo cresciuti in uno Stato che ha privilegiato il dialogo e la ricerca di intese multilaterali per un mondo sempre più sicuro ed evoluto rispetto a quello basato sui conflitti, sulla chiusura delle frontiere e sugli accordi fatti a scapito di altri. Non poteva esserci modernità e sviluppo senza il dialogo costante tra le nazioni, senza le grandi istituzioni sovranazionali che oggi qualche potente con manie autoritarie vuole mettere in discussione. Le nostre Forze armate di questa impostazione sono state e saranno interpreti leali, protagoniste di una strategia di sicurezza inclusiva, che tende ad allargare l’area di un impegno comune in funzione di obbiettivi di pace, di democrazia e di sviluppo da perseguire ben oltre i confini nazionali e gli stessi confini europei. Non c’è altra strada, per onorare nel modo migliore una giornata importante e simbolica come questa, che riaffermare il senso vero dei valori e dei simboli che ci accomunano”.

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