“Terre emerse”, entrata a gamba tesa dell’avvocato Calafiore al processo del notaio Coltraro

Siracusa. Entrata a gamba tesa dell’avvocato Peppe Calafiore al processo “Terre emerse”, che vede alla sbarra il notaio Giambattista Coltraro. Calafiore è lo stesso avvocato che aveva sul libro paga l’ex Pubblico Ministero Giancarlo Longo e protagonista, con l’ex magistrato, del cosiddetto “Sistema Siracusa”. L’avvocato Valerio Vancheri, difensore del notaio Coltraro, ha sollevato un’eccezione di nullità di tutti gli atti espletati nel corso del processo che va avanti da quasi un anno innanzi al Giudice Monocratico Carla Frau. L’avvocato Vancheri ha spiegato che la sua richiesta parte dalla telefonata ricevuta dall’avvocato Peppe Calafore, ex difensore di fiducia del notaio Coltraro, dicendogli di avere personalmente presentato una istanza per chiedere che fosse sottoposto ad interrogatorio di garanzia il suo ex cliente. Il Pubblico Ministero Tommaso Pagano ed i difensori delle parti civili hanno chiesto al Giudice Frau di rigettare l’eccezione sollevata dall’avvocato Vancheri poichè “nei fascicoli contenenti gli atti del processo “Terre Emerse” non c’è traccia dell’istanza di cui parla l’avvocato Giuseppe Calafiore”. Il Giudice Monocratico non ha rigettato l’eccezione di nullità degli atti fin qui svolti, ma ha invitato l’avvocato Vancheri di esibire la richiesta di interrogatorio di garanzia che avrebbe presentato l’avvocato Giuseppe Calafiore. “Chiederò all’avvocato Calafiore di inviarmi la copia della richiesta da lui presentata”. L’avvocato Vancheri ha riferito il contenuto della telefonata fatta all’avvocato Calafiore per sollecitarlo a inviargli la copia dell’istanza a suo tempo presentata. “L’avvocato Calafiore mi ha riferito che farà delle ricerche nel suo studio legale e appena trova l’istanza me la girerà immediatamente”. Il Giudice Monocratico Carla Frau ha rinviato il processo all’udienza del 18 novembre prossimo, ore 15. Nel caso in cui fosse esibita la prova della domanda di interrogatorio di garanzia, come sostiene l’avvocato Calafiore, il processo a carico del notaio Coltraro dovrà ripartire da zero poichè tutti gli atti qui effettuati sarebbero nulli. E quello nuovo dovrebbe svolgersi innanzi ad un nuovo Giudice Monocratico in quanto la giudice Carla Frau si troverebbe in una situazione di incompatibilità. Insomma si verificherebbe un vero e proprio terremoto. E pensare, che dopo il lungo esame e controesame del notaio Giambattista Coltraro, durato alcune udienze, sembrava che la fase dell’istruzione dibattimentale fosse alla fine anche se l’avvocato Valerio Vancheri ha presentato delle ulteriori richieste tra cui la citazione di testimoni precedentemente non ammetti e la riunione di questo processo stralcio a quello principale dell’operazione “Terre Emerse” che si sta svolgendo innanzi al Tribunale penale del giovedì (presidente, Giuseppina Storaci; a latere, Nicoletta Rusconi e Alfredo Spitaleri). Il Giudice Monocratico Carla Frau si era riservata per ascoltare i pareri del Pubblico Ministero Pagano e dei difensori delle parti civili costituitesi contro il notaio Coltraro, ma è arrivata la bomba con la telefonata dell’avvocato Calafiore all’avvocato Vancheri che, ovviamente, l’ha sfruttata per fare annullare il processo contro il suo cliente, che deve rispondere di ben sette ipotesi di falso ideologico. Il notaio Coltraro, per queste ipotesi criminose, è stato interdetto dall’attività professionale per ben dieci mesi dall’allora Giudice delle indagini preliminari Giuseppe Tripi. E, non potendo esercitare l’attività lavorativa, si è visto costretto a chiudere sia lo studio di Augusta sia quelli di Noto e Priolo Gargallo. Il notaio, a causa dell’interdizione dall’attività professionale, ha perso gran parte della clientela e anche le elezioni regionali dell’anno scorso, alle quali aveva partecipato per ottenere la riconferma del seggio conquistato cinque anni prima. E si è visto costretto a trasferirsi in Lombardia anche perchè l’Associazione Notai, sezione di Siracusa, vorrebbe farlo radiare a vita, come annunciato dal presidente in carica nel corso dell’esame cui venne sottoposto dal Pubbico Ministero Pagano. E prima ancora dal Pubblico Ministero Margherita Brianese. L’ex deputato regionale, che ora esercita l’attività di notaio in un paesino dell’hinterland di Milano, deve evitare la pronuncia di una sentenza di condanna per quelle sette ipotesi di falso ideologico che il Pubblico Ministero Pagano gli contesta. E allora ben venga l’aiutino del suo compare avvocato Beppe Calafiore, padrino di battesimo della figlia del notaio. Sempre che questi fornisca la copia della domanda con cui chiedeva che il notaio Coltraro venisse sottoposto ad interrogatorio di garanzia. Altrimenti il processo andrà avanti e toccherà al Giudice Monocratico Carla Frau portarlo a conclusione con la lettura del dispositivo di sentenza. Che, salvo colpi di scena, potrebbe essere letto prima di Natale.

CONDIVIDI